Traccia

I docenti usano spontaneamente applicazioni gratuite per quiz, chat di classe su piattaforme personali e servizi cloud per condividere materiali con gli studenti. Il DPO segnala la situazione. Il candidato illustri come procede il dirigente.

Quadro di riferimento

Impostazione della risposta

  1. Il titolare è la scuola: ogni trattamento che avviene per finalità didattiche è imputabile all’istituzione, anche se avviato dal singolo docente. L’uso spontaneo di strumenti non autorizzati espone la scuola, non il docente.
  2. Ricognizione: censire gli strumenti effettivamente usati, i dati trattati, dove risiedono, chi vi accede. È il presupposto di qualsiasi intervento.
  3. Selezione degli strumenti: individuare una piattaforma istituzionale e un elenco di applicazioni autorizzate, valutate per base giuridica, minimizzazione, sicurezza, trasferimenti extra-UE, età minima degli utenti.
  4. Atti necessari: nomina dei fornitori come responsabili del trattamento ex art. 28, aggiornamento del registro dei trattamenti, informative a famiglie e studenti, istruzioni operative al personale autorizzato, eventuale DPIA.
  5. Regole per il personale: divieto di usare account personali per comunicazioni con gli studenti e di installare strumenti non autorizzati; disposizione scritta con motivazione, accompagnata da alternative funzionanti.
  6. Formazione: la regola senza formazione produce elusione. Prevedere sessioni pratiche sugli strumenti istituzionali.
  7. Chat di classe: definire canali istituzionali per la comunicazione con studenti e famiglie.

Atti da produrre

Ricognizione degli strumenti, elenco delle applicazioni autorizzate, atti di nomina ex art. 28, registro aggiornato, informative, disposizione di servizio, piano di formazione.

Errori da evitare

  • Vietare senza offrire alternative.
  • Ritenere che la responsabilità sia del singolo docente.
  • Usare strumenti gratuiti senza valutare dove finiscono i dati.

Collegamenti

registro-trattamenti · dpo · data-breach-registro-elettronico