Traccia
In sede di predisposizione del conto consuntivo il DSGA propone di radiare residui passivi risalenti a più esercizi, per un importo rilevante, fra cui somme impegnate per una fornitura mai eseguita e compensi al personale mai liquidati. Il candidato illustri come procede il dirigente.
Quadro normativo
- Artt. 7, 11, 15, 22 e 23 di-129-2018; circolare-74-2019-orientamenti-di-129.
- rd-2440-1923-contabilita-stato per i principi su impegni e residui.
Impostazione della risposta
- Verificare il titolo di ciascun residuo: un residuo passivo presuppone un’obbligazione giuridicamente perfezionata. Se l’obbligazione non è mai sorta o è venuta meno, il residuo va radiato; se è ancora dovuta, non si radia ma si liquida.
- Compensi al personale mai liquidati: prima di radiare occorre accertare se la prestazione è stata resa. Se sì, si tratta di un debito da onorare, e la radiazione sarebbe un modo per occultare un inadempimento, con possibili effetti risarcitori.
- Motivare analiticamente: ogni radiazione richiede una motivazione specifica, non un elenco cumulativo. È il punto che i revisori esaminano per primo.
- Effetti: la radiazione libera risorse che confluiscono nell’avanzo di amministrazione, con la relativa qualificazione fra vincolato e non vincolato. Un errore nella qualificazione si propaga al programma annuale successivo.
- Coinvolgere i revisori preventivamente e informare il Consiglio di istituto in sede di approvazione del conto.
- Prevenire: ricognizione annuale dei residui e monitoraggio degli impegni pluriennali.
Atti da produrre
Elenco analitico dei residui con motivazione, atti di accertamento sulle prestazioni rese, provvedimento di radiazione, aggiornamento dell’avanzo, informativa ai revisori e al Consiglio.
Errori da evitare
- Radiare in blocco per «pulire» il bilancio.
- Cancellare debiti verso il personale senza verificare le prestazioni.
- Sbagliare la qualificazione dell’avanzo che ne deriva.