Traccia
Alla vigilia della designazione dei commissari interni, in un istituto con sei classi quinte, alcuni coordinatori chiedono al dirigente di costituire una commissione per ciascuna classe «per non penalizzare gli studenti» e propongono di indicare come membri interni i docenti con maggiore anzianità, a prescindere dalla disciplina. Il dirigente come imposta la procedura.
Quadro normativo
- Art. 16, c. 4 del dlgs-62-2017, sostituito dall’art. 1, c. 1, lett. b) del dl-127-2025 — presso le istituzioni scolastiche sedi d’esame sono costituite commissioni una ogni due classi, presiedute da un presidente esterno e composte da due membri esterni e, per ciascuna delle due classi, da due membri interni, afferenti alle aree disciplinari individuate con decreto del Ministro.
- Art. 17, c. 7 — con decreto ministeriale sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline della seconda prova, l’eventuale terza prova per specifici indirizzi e le quattro discipline oggetto del colloquio.
- esami-di-stato — designazione dei commissari, documento del consiglio di classe, adempimenti di segreteria.
Impostazione della risposta
La richiesta di una commissione per classe è priva di margine: il rapporto è fissato dalla norma, una commissione ogni due classi, e non è derogabile dal dirigente né dagli organi collegiali. Con sei classi quinte le commissioni saranno tre, e l’abbinamento delle classi è la prima decisione da assumere, con criteri dichiarati — di norma l’affinità di indirizzo, perché incide sulle prove e sulle aree disciplinari dei commissari.
La seconda richiesta confonde due cose. I membri interni non si scelgono per anzianità: devono essere docenti della classe afferenti alle aree disciplinari individuate con decreto ministeriale. Il vincolo è disciplinare, non anagrafico, e va verificato sul decreto dell’anno prima di portare la proposta in consiglio di classe.
L’ordine degli atti conta: il decreto sulle discipline esce entro gennaio, e su quello si costruisce la designazione. Il dirigente predispone il quadro degli abbinamenti, acquisisce le designazioni dei consigli di classe, verifica la coerenza con le aree disciplinari e trasmette all’ufficio competente nei termini fissati dall’ordinanza annuale.
Atti da produrre
- Provvedimento di abbinamento delle classi, con i criteri esplicitati.
- Delibere dei consigli di classe con la designazione dei commissari interni.
- Decreto del dirigente di nomina dei commissari interni e trasmissione telematica nei termini.
- Documento del consiglio di classe, che dopo la riforma deve documentare anche le competenze maturate in educazione civica.
Errori da evitare
- Promettere una commissione per classe: non è nella disponibilità della scuola.
- Designare commissari interni per anzianità o per disponibilità, ignorando le aree disciplinari del decreto ministeriale.
- Avviare la designazione prima che sia noto il decreto sulle discipline.
- Trattare l’abbinamento delle classi come scelta informale: è un atto che va motivato, perché incide sull’esame degli studenti.