Traccia

Il piano regionale di dimensionamento prevede l’accorpamento dell’istituto con una scuola vicina. Le due comunità scolastiche sono ostili, i genitori temono la perdita dell’identità, i docenti si dividono. Il candidato illustri il ruolo del dirigente.

Quadro di riferimento

Impostazione della risposta

  1. Chiarire chi decide: il dimensionamento è deciso dalla Regione, sentiti gli enti locali, nell’ambito dei parametri statali. La scuola non decide: può fornire dati, esprimere pareri e organizzare la transizione.
  2. Gestire l’informazione: comunicare tempestivamente ciò che si sa e ciò che non si sa, evitando che il vuoto informativo sia riempito da voci. Le resistenze crescono nell’incertezza.
  3. Distinguere identità e organizzazione: l’accorpamento non cancella le storie dei plessi; va detto e va dimostrato mantenendo elementi identitari (denominazioni dei plessi, tradizioni, progetti) dentro una cornice unitaria.
  4. Costruire la transizione: gruppi misti di lavoro, armonizzazione graduale di regolamenti e criteri, attenzione ai timori del personale su sedi e titolarità, informazione sindacale corretta.
  5. Effetti pratici da presidiare: organico, graduatorie interne, unificazione di PTOF e regolamenti, gestione contabile, sicurezza dei plessi, comunicazioni alle famiglie.
  6. Tempi: usare l’anno di transizione per costruire, evitando di imporre subito l’uniformità totale.

Atti da produrre

Dati e parere alla Regione e all’USR, piano di transizione, gruppi di lavoro, armonizzazione dei regolamenti, informazione sindacale, comunicazioni alle famiglie.

Errori da evitare

  • Presentarsi come titolare di una decisione che è altrui.
  • Silenzio informativo.
  • Imporre l’uniformità immediata cancellando le identità dei plessi.

Collegamenti

dpr-233-1998 · nuovo-incarico-clima-conflittuale · graduatorie-interne-istituto