Traccia
Nella scheda di valutazione del dirigente uno degli obiettivi è il miglioramento degli esiti nelle prove standardizzate. I risultati dell’anno peggiorano. Il dirigente deve predisporre la relazione di autovalutazione. Il candidato illustri come imposta la questione.
Quadro di riferimento
- Art. 25, c. 1 dlgs-165-2001; art. 1, c. 93 legge-107-2015; dpr-80-2013.
- invalsi per la lettura dei dati.
Impostazione della risposta
- Distinguere risultato e contributo: gli esiti degli studenti dipendono da molte variabili; la valutazione del dirigente riguarda il contributo al miglioramento, cioè le azioni messe in campo, la loro coerenza con le priorità del RAV e la loro attuazione.
- Leggere i dati correttamente: confronto con scuole di contesto socio-economico simile, valore aggiunto (effetto scuola), variabilità fra classi, andamento pluriennale. Un calo in un anno su una coorte non è di per sé un fallimento; una variabilità alta fra classi è invece un problema di organizzazione, che riguarda direttamente il dirigente.
- Documentare le azioni: prove comuni, formazione, uso dell’organico del potenziamento, interventi sulle classi critiche, monitoraggi intermedi.
- Dichiarare ciò che non ha funzionato e le correzioni introdotte: una relazione che rivendica solo successi è meno credibile di una che analizza.
- Riprogrammare: aggiornare il Piano di miglioramento con obiettivi misurabili e realistici, evitando di assumere target non governabili.
Atti da produrre
Analisi dei dati INVALSI, relazione di autovalutazione, aggiornamento del PdM, documentazione delle azioni.
Errori da evitare
- Rispondere con la sola constatazione del contesto difficile.
- Non distinguere fra effetto scuola ed esiti assoluti.
- Assumere obiettivi non governabili.
Collegamenti
valutazione-dirigenti-scolastici · autovalutazione-rav · esiti-prove-invalsi