Traccia

Nella scheda di valutazione del dirigente uno degli obiettivi è il miglioramento degli esiti nelle prove standardizzate. I risultati dell’anno peggiorano. Il dirigente deve predisporre la relazione di autovalutazione. Il candidato illustri come imposta la questione.

Quadro di riferimento

Impostazione della risposta

  1. Distinguere risultato e contributo: gli esiti degli studenti dipendono da molte variabili; la valutazione del dirigente riguarda il contributo al miglioramento, cioè le azioni messe in campo, la loro coerenza con le priorità del RAV e la loro attuazione.
  2. Leggere i dati correttamente: confronto con scuole di contesto socio-economico simile, valore aggiunto (effetto scuola), variabilità fra classi, andamento pluriennale. Un calo in un anno su una coorte non è di per sé un fallimento; una variabilità alta fra classi è invece un problema di organizzazione, che riguarda direttamente il dirigente.
  3. Documentare le azioni: prove comuni, formazione, uso dell’organico del potenziamento, interventi sulle classi critiche, monitoraggi intermedi.
  4. Dichiarare ciò che non ha funzionato e le correzioni introdotte: una relazione che rivendica solo successi è meno credibile di una che analizza.
  5. Riprogrammare: aggiornare il Piano di miglioramento con obiettivi misurabili e realistici, evitando di assumere target non governabili.

Atti da produrre

Analisi dei dati INVALSI, relazione di autovalutazione, aggiornamento del PdM, documentazione delle azioni.

Errori da evitare

  • Rispondere con la sola constatazione del contesto difficile.
  • Non distinguere fra effetto scuola ed esiti assoluti.
  • Assumere obiettivi non governabili.

Collegamenti

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