Definizione

Ciclo di valutazione delle istituzioni scolastiche previsto dall’art. 6 del dpr-80-2013: autovalutazione (RAV) → valutazione esterna → azioni di miglioramento (PdM) → rendicontazione sociale.

Strumenti

  • RAV: analisi di contesto, esiti, processi (pratiche educative e didattiche, pratiche gestionali e organizzative), individuazione di priorità, traguardi e obiettivi di processo.
  • PdM: pianificazione degli interventi, responsabilità, tempi e monitoraggio; parte integrante del PTOF.
  • Rendicontazione sociale: pubblicazione dei risultati raggiunti, in chiave di accountability verso la comunità.
  • Dati di riferimento: INVALSI, Scuola in Chiaro, questionari e indicatori di sistema.

Il quadro di riferimento INVALSI (RAV 2025-2028)

La struttura del RAV non è fissata da una norma ma dalla Guida all’autovalutazione curata dall’INVALSI - Area Valutazione delle scuole, che per il triennio in corso è quella del RAV 2025-2028, acquisita in raw/note/invalsi-rav-2025-2028-guida-autovalutazione.md. Non è fonte del diritto: è il quadro di riferimento tecnico con cui si compila lo strumento previsto dall’art. 6, c. 1, lett. a) del dpr-80-2013.

Sezioni e aree (unico impianto per scuole dell’infanzia, primo e secondo ciclo):

DimensioneAree
1. Contesto1.1 Popolazione scolastica · 1.2 Territorio e capitale sociale · 1.3 Risorse economiche e materiali · 1.4 Risorse professionali
2. Esiti2.0 Risultati di sviluppo e apprendimento nella scuola dell’infanzia · 2.1 Risultati scolastici · 2.2 Risultati nelle prove standardizzate nazionali · 2.3 Competenze chiave europee · 2.4 Risultati a distanza · 2.5 Esiti in termini di benessere a scuola
3A. Processi — pratiche educative e didattiche3.1 Curricolo, progettazione e valutazione · 3.2 Ambiente di apprendimento · 3.3 Inclusione e differenziazione · 3.4 Continuità e orientamento
3B. Processi — pratiche gestionali e organizzative3.5 Orientamento strategico e organizzazione della scuola · 3.6 Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane · 3.7 Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie
4Individuazione delle priorità

Ogni area ha una definizione, un insieme di indicatori articolati in descrittori (raccolti nella Mappa degli indicatori, allegato distinto scaricabile dalla piattaforma SNV alla voce «Documenti utili», non compreso nel file acquisito), un corredo di domande guida e una sezione di autovalutazione.

Che cosa produce il NIV — nelle aree di Contesto individua vincoli e opportunità; nelle aree di Esiti e Processi individua punti di forza e di debolezza ed esprime il giudizio con la rubrica.

Criteri di qualità e rubriche 1-7. In ciascuna area degli Esiti e dei Processi è presente un criterio di qualità e la relativa rubrica di valutazione, costruita come scala a sette livelli dalla situazione molto critica (1) all’eccellenza (7). Sono descritti solo i livelli dispari, detti ancore: 1 «Molto critica», 3 «Con qualche criticità», 5 «Positiva», 7 «Eccellente». I livelli 2, 4 e 6 non sono descritti, per consentire alla scuola di collocarsi dove riscontri una corrispondenza parziale fra due situazioni descritte. Ogni rubrica ha un campo aperto di motivazione: obbligatoria se la scuola si colloca su un livello pari, raccomandata negli altri casi. La guida indica tre criteri per la motivazione: completezza, accuratezza (lettura comparativa con i riferimenti territoriali) e qualità dell’analisi.

Priorità, traguardi e obiettivi di processo (sezione 4). Le priorità sono gli obiettivi generali di lungo periodo (tre anni scolastici): la guida suggerisce di individuarne al massimo tre. A ogni priorità corrisponde un traguardo, risultato atteso a tre anni espresso in forma osservabile o misurabile. A ogni coppia priorità-traguardo devono essere funzionalmente collegati uno o più obiettivi di processo, riferiti alle aree dei Processi; lo stesso obiettivo di processo può servire più coppie. È l’articolazione che alimenta il Piano di miglioramento, il PTOF e la rendicontazione sociale finale.

Pubblicazione. Il RAV è pubblicato su UNICA - «Scuola in chiaro»; concluso il periodo di elaborazione la pubblicazione è automatica per le scuole che hanno individuato almeno una priorità, e la funzione di pubblicazione è riservata al dirigente scolastico o al coordinatore delle attività.

Il Piano di miglioramento: nessun format nazionale

La nota-7904-2015-piano-di-miglioramento, che apri’ la fase di miglioramento del primo ciclo di valutazione, lo dice in termini che reggono ancora: «per il PdM, a differenza del RAV, non vi sono modelli o format stabiliti a livello centrale in quanto intenzionalmente il legislatore ha voluto lasciare libere le scuole di seguire percorsi e approcci corrispondenti alla propria situazione e al proprio contesto». Il modello indire e’ supporto offerto, non prescrizione. La stessa nota fissa due punti di responsabilita’: la gestione del processo di miglioramento e’ affidata al dirigente scolastico, che si avvale del nucleo interno di valutazione, e il dirigente «rimane il diretto responsabile dei contenuti e dei dati inseriti nel PdM».

Rilievo per il DS

Ambito c) del programma concorsuale; costituisce anche la base degli obiettivi su cui il dirigente è valutato (valutazione-dirigenti-scolastici).

Relazioni

rav-piano-miglioramento · rendicontazione-sociale · invalsi · direttiva-11-2014-snv · cm-47-2014-priorita-strategiche-snv · nota-7904-2015-piano-di-miglioramento · dpr-80-2013 · organizzazione-che-apprende · bilancio-sociale-e-accountability

Fonti

invalsi-rav-2025-2028-guida-autovalutazione