Sommario

Capitolo di Michela Freddano (INVALSI) e Sara Mori (INDIRE), «Analisi dei Piani di Miglioramento delle scuole dell’Emilia-Romagna», in Studi e Documenti n. 17, giugno 2017, pubblicazione dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna. Presenta i risultati dell’analisi di RAV, PdM e PTOF di 501 istituzioni scolastiche della regione, condotta da 66 docenti in qualità di «osservatori consapevoli» nell’ambito di un progetto di formazione approvato dall’USR e proposto dall’IIS «Mattei» di San Lazzaro di Savena.

Natura del documento

Contributo di ricerca in una pubblicazione di un ufficio scolastico regionale, convertito da PDF con pdftotext; le tabelle e i grafici sono resi solo in parte. Non è fonte del diritto: valore di ricerca empirica e di documentazione di una prassi regionale.

Punti chiave

  • Doppia finalità del progetto: delineare i processi messi in atto dalle scuole dell’Emilia-Romagna nell’ambito del SNV e creare, tramite ricerca-azione, un core group regionale di docenti esperti nell’analisi dei documenti di pianificazione strategica.
  • Disegno: 66 osservatori, dopo formazione residenziale, analizzano in un mese la Sezione 5 del RAV, il PdM e il PTOF di 7-8 scuole ciascuno, su scuole di ciclo corrispondente al proprio ruolo ma di ambito territoriale diverso; strumenti comuni una griglia strutturata su LimeSurvey e un glossario dei termini chiave.
  • Composizione del campione: 501 istituzioni, 66,5% del primo ciclo (292 istituti comprensivi, 27 primarie, 14 secondarie di I grado) e 33,5% del secondo ciclo (69 istituti di istruzione superiore, 49 licei, 32 tecnici, 18 professionali).
  • Modello di riferimento assunto: il ciclo di Deming (1986), suggerito da INDIRE alle scuole nella fase del SNV dedicata al miglioramento — pianificazione, esecuzione e monitoraggio, verifica, revisione.
  • Priorità dichiarate nella Sezione 5 del RAV: in media 3 per scuola (valore modale 2); prevalgono i risultati scolastici (66,7%), seguiti da competenze chiave e di cittadinanza (64,1%) e risultati nelle prove standardizzate nazionali (64,1%); circa il 35% indica i risultati a distanza.
  • Differenze fra cicli: il secondo ciclo investe di più sui risultati scolastici (81,0% contro 59,5%), il primo ciclo sulle rilevazioni nazionali (65,8% contro 56,0%).
  • Analisi dei PdM: ricevuti il 95,8% dei PdM e il 98,6% dei PTOF; il 62,0% delle scuole ha inserito il PdM nel PTOF come indicato dalla legge 107/2015, comma 14; prevale una struttura senza format predefinito con testi non continui (70,1%); nel secondo ciclo una scuola su quattro ha seguito il format INDIRE.
  • Conclusioni: il modello PDCA vincola il focus ma permette criteri comuni; il valore del linguaggio condiviso e della griglia di analisi; la ricerca-azione ha avuto carattere formativo, rafforzando capitale professionale e sociale a livello regionale e di ambito territoriale.

Norme richiamate

  • D.P.R. 80 del 28 marzo 2013 — Sistema nazionale di valutazione, cornice dell’indagine → dpr-80-2013
  • Legge 107/2015, comma 14 — inserimento del Piano di miglioramento nel PTOF → legge-107-2015
  • Nota USR Emilia-Romagna n. 15465 del 12 dicembre 2015 e nota n. 8649 del 28 giugno 2016 (con modifiche e rimodulazione) — approvazione del progetto di formazione. Pagine wiki non presenti; si tratta comunque di atti di un ufficio scolastico regionale, non fonti del diritto.

Entità e concetti

Citazioni testuali rilevanti

“La maggior parte delle scuole (62,0%) ha inserito il PdM all’interno del PTOF, come indicato dalla Legge 107/2015 c. 14.”

“Di fatto i processi di miglioramento e valutazione da un lato implicano, dall’altro lato promuovono, una consapevolezza da parte della scuola della possibilità di riflettere, come organizzazione, in un’ottica strategica e di sviluppo.”

Uso per il dirigente scolastico

È una fotografia documentata di come le scuole redigono davvero il Piano di miglioramento: utile per capire quali sono gli errori ricorrenti (forma narrativa, scarsa coerenza con le priorità del RAV, mancato inserimento nel PTOF). Il dato sul 62% che rispetta il comma 14 mostra che l’adempimento non è scontato: è un buon esempio da portare al concorso.

Domande aperte

  • I dati sono riferiti all’a.s. 2015-2016 e al triennio 2015-2017: la rappresentatività attuale è nulla, resta il valore metodologico.
  • L’analisi documentale è stata condotta dai singoli osservatori e non in coppia o in gruppo: gli autori stessi ne segnalano il limite di affidabilità.
  • Le note USR citate non sono acquisite in raw/.