Sommario
Dispensa di studio della lezione 4.4 del percorso INDIRE FOVI: introduzione di Serena Greco e lezione di Monica Logozzo (le slide sono firmate Logozzo). Colloca la rendicontazione sociale come ultima fase del procedimento del SNV, ne ricostruisce la genesi nella Pubblica Amministrazione, spiega l’accountability, il legame con l’autonomia scolastica e la struttura in quattro sezioni, e insiste sul significato dell’aggettivo «sociale».
Natura del documento
Rielaborazione testuale di una videolezione, costruita su slide, testo integrale ufficiale della videolezione (redazione di Gabriele D’Anna, Indire), trascrizione automatica e bibliografia. Non è fonte del diritto: valore formativo e orientativo. È però il materiale del modulo con i riferimenti normativi più precisi (d.P.R. 275/1999 art. 1, c. 2; d.P.R. 80/2013 artt. 2 e 6).
Punti chiave
- La rendicontazione sociale è l’ultima fase del procedimento del SNV: la scuola dichiara quanto ha realizzato e orienta le scelte future, fissando le priorità strategiche del triennio successivo; richiamo al ciclo di Deming.
- Doppia metafora: la finestra aperta (apertura al territorio, superamento dell’autoreferenzialità) e lo specchio (guardarsi dentro, leggere i dati); sono complementari.
- La catena di senso collega vision, obiettivi e strategie, risorse allocate, interventi realizzati, risultati ottenuti ed effetti prodotti (figura tratta da Rogate e Tarquini, Il bilancio sociale negli Enti locali, Maggioli, 2004).
- Genesi nella PA: riforme degli anni Novanta, diffusione del bilancio sociale dal settore privato, programma «Cantieri» del Dipartimento della Funzione Pubblica (2004), Direttiva della Funzione Pubblica del 2006 come documento di riferimento.
- Accountability: «l’attività degli amministratori pubblici di rendere conto, in totale trasparenza, di ciò che si è fatto con l’uso delle risorse pubbliche a disposizione», focalizzata su risultati raggiunti, processo decisionale e senso di responsabilità.
- Rendicontazione e autonomia: il d.P.R. 275/1999, art. 1, c. 2 fonda la responsabilità delle scuole, esercitata attraverso autonomia didattica, organizzativa e di ricerca, sperimentazione e sviluppo; «non c’è vera autonomia senza valutazione e senza rendicontazione di processi ed esiti».
- Il d.P.R. 80/2013 colloca la rendicontazione sociale come fase d) dell’art. 6 (dopo autovalutazione, valutazione esterna e azioni di miglioramento), ai fini del miglioramento di cui all’art. 2.
- I documenti sono predisposti dal Nucleo di valutazione coordinato dal dirigente scolastico, che devono coinvolgere la comunità scolastica, incoraggiare la riflessione interna, valorizzare le risorse interne e alimentare la cultura della valutazione.
- Perché «sociale»: pubblicazione e diffusione dei risultati, attraverso indicatori e dati comparabili (è ciò che impedisce l’autoreferenzialità), in dimensione di trasparenza e di condivisione con la comunità di appartenenza; «tutti devono agire per il miglioramento».
- Quattro sezioni della RS: Contesto, Risultati raggiunti, Prospettive di sviluppo, Altri documenti di rendicontazione; nelle edizioni 2019 e 2022 le prime due erano obbligatorie e le ultime due facoltative.
- Il «cuore» è la sezione dei risultati: risultati legati all’autovalutazione e al miglioramento (coppie priorità-traguardo del RAV) e risultati legati alla progettualità (obiettivi formativi prioritari del PTOF), ciascuno documentato con un’evidenza basata su indicatori e dati comparabili.
- Benefici elencati: informazione e comunicazione, miglioramento continuo dei servizi, partecipazione e condivisione, trasparenza dell’azione amministrativa, identità e immagine, senso di appartenenza, benessere organizzativo.
- Diffusione e destinatari: canali distinti (locandine, sito, social, open day, incontri interni formalizzati) e finalità diverse secondo il destinatario (personale interno, collaboratori esterni, studenti, famiglie, altre agenzie educative, amministrazione centrale e decisori politici).
Norme richiamate
- dpr-275-1999 — art. 1, c. 2, citato per esteso come fondamento della responsabilità delle scuole e delle tre forme di autonomia.
- dpr-80-2013 — art. 2 (finalità di miglioramento) e art. 6 (quattro fasi del procedimento di valutazione, con la rendicontazione sociale alla lettera d).
- Direttiva del Dipartimento della Funzione Pubblica (2006) sulla rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche — non ha pagina nel wiki; il testo integrale è fra i materiali del modulo (vedi fovi-4-4-direttiva-fp-2006).
- Programma «Cantieri» del Dipartimento della Funzione Pubblica (2004) — iniziativa amministrativa, non atto normativo; non ha pagina nel wiki.
Entità e concetti
invalsi, indire, mim, autovalutazione-rav, ptof, autonomia-scolastica, trasparenza-e-privacy, rendicontazione-sociale, rav-piano-miglioramento, predisposizione-ptof. Senza pagina nel wiki: accountability, bilancio sociale, catena di senso, Nucleo interno di valutazione, coppie priorità-traguardo, indicatori e dati comparabili, portale Scuola in chiaro.
Citazioni testuali rilevanti
«Non c’è una vera e propria autonomia se non c’è una valutazione dell’operato della scuola e soprattutto se non c’è una rendicontazione dei processi messi in atto» (Monica Logozzo)
«È importante vivere la rendicontazione non come un adempimento, uno dei tanti adempimenti a cui assolvere, ma dev’essere vista come un processo, un percorso che coinvolge tutti» (Monica Logozzo)
«Nel momento in cui io descrivo i risultati raggiunti capisco anche e vedo anche che cosa non sono riuscita a raggiungere» (Monica Logozzo)
Uso per il dirigente scolastico
È la scheda di riferimento del modulo per la rendicontazione sociale: dà la sequenza delle fasi del d.P.R. 80/2013, la struttura del documento, il riparto di competenze fra dirigente e nucleo di valutazione, e i criteri per scegliere le evidenze. Per gli obblighi e i termini concreti, però, occorre la guida operativa del SNV e la nota ministeriale dell’anno: la lezione descrive le edizioni 2019 e 2022.
Domande aperte
- L’obbligatorietà delle sezioni è riferita alle edizioni 2019 e 2022: non è detto che valga per le edizioni successive.
- La «Direttiva della Funzione Pubblica del 2006» è citata senza data precisa nel corpo della lezione; gli estremi si ricavano dal testo integrale presente fra i materiali.