Sommario

Articolo di Donatella Poliandri, Monica Perazzolo, Giuseppe Carmelo Pillera e Letizia Giampietro (tutti INVALSI), «Un’opportunità di formazione sull’autovalutazione delle scuole: il punto di vista di insegnanti e dirigenti», in Annali online della Didattica e della Formazione Docente, vol. 14, n. 23/2022, pp. 169-184. Presenta il punto di vista di dirigenti e docenti sui percorsi formativi del progetto Valu.E for Schools, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, e sostiene la necessità di una prospettiva decentrata nel sostegno all’autovalutazione.

Natura del documento

Articolo scientifico, convertito da PDF con pdftotext. Non è fonte del diritto: valore di ricerca empirica. Gli autori precisano che le opinioni espresse non impegnano l’INVALSI.

Punti chiave

  • Dall’anno scolastico 2014-2015 le scuole di primo e secondo ciclo, statali e paritarie, compilano il RAV secondo un quadro di riferimento comune, come previsto dal d.P.R. 80/2013.
  • Il progetto Valu.E for Schools (VfS) valuta l’efficacia di percorsi formativi e di supporto all’autovalutazione condotti da partner vicini ai contesti territoriali; è avviato nel 2019, con attività affidate a tre operatori economici a seguito di procedura negoziata.
  • Dimensioni dell’intervento: 15 scuole per partner in tre regioni per ciascuna macroarea, 24 mesi; attività formative da settembre 2020 a dicembre 2021, con 427 partecipanti, di cui 42 dirigenti scolastici e 385 insegnanti.
  • Due obiettivi formativi: rafforzare le competenze dei DS per condurre processi autovalutativi a livello di intera scuola; rafforzare le competenze valutative e progettuali dei docenti per leggere i dati ai fini del RAV.
  • Metodologie: peer-learning fra scuole e formazione situata; attività tailored sulle esigenze delle scuole, rivolte al DS e principalmente ai componenti del nucleo interno di valutazione (NIV). Il modello blended è stato convertito a distanza per la pandemia.
  • Disegno della ricerca: 13 focus group online, quattro con i DS e nove con gli insegnanti.
  • Risultati: le metodologie sono percepite come efficaci per rafforzare l’autoanalisi riflessiva e lo scambio orizzontale e verticale; impatto sulla conoscenza del contesto, sui metodi di raccolta e analisi dei dati, sulla formulazione dei criteri di giudizio; i partecipanti rifiutano l’idea di «ricette» applicative e rivendicano la necessità della condivisione collegiale.
  • Criticità rilevate: bisogni formativi solo parzialmente soddisfatti, ritmi di lavoro faticosi legati alla didattica a distanza; al contempo il confronto fra scuole è stato favorito dalle modalità a distanza e dal «visiting virtuale».
  • Nei discorsi dei dirigenti emergono meccanismi di sense making sulla governance dei processi valutativi; auspicio finale di strategie diffuse di capacity building in campo valutativo.

Norme richiamate

  • D.P.R. 28 marzo 2013, n. 80 — Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione; base del RAV e del quadro di riferimento comune → dpr-80-2013

Entità e concetti

Citazioni testuali rilevanti

“i paradigmi, gli approcci e i metodi autovalutativi promossi non appaiono facili ‘ricette’ applicative, anzi sono consapevoli della necessità di integrare quanto appreso nella propria esperienza, attraverso una condivisione collegiale, capillare e sempre più diffusa sia all’interno della propria istituzione scolastica sia in rete.”

“1) rafforzare le competenze dei DS, affinché possano condurre processi autovalutativi a livello di intera scuola; 2) rafforzare le competenze valutative e progettuali dei docenti”.

Uso per il dirigente scolastico

Documenta che il punto debole dell’autovalutazione non è lo strumento ma la competenza diffusa nel leggerlo: è un argomento spendibile per investire sulla formazione del nucleo interno di valutazione e per costruire reti di confronto fra scuole. Per il concorso, offre un caso concreto dell’attuazione del d.P.R. 80/2013 oltre l’adempimento formale.

Domande aperte

  • Il NIV è nominato come dato acquisito: la sua base giuridica non è richiamata nell’articolo.
  • I risultati riguardano 45 scuole in un contesto pandemico: la trasferibilità è dichiarata come auspicio, non dimostrata.