Traccia
Nel RAV la sezione sugli esiti a distanza è compilata in modo generico, perché «non abbiamo i dati». Il dirigente vuole colmare la lacuna. Il candidato illustri di che cosa si tratta e come procedere.
Quadro di riferimento
- dpr-80-2013 art. 6 e struttura del RAV; invalsi.
- Linee guida ministeriali sull’orientamento (dm-328-2022-linee-guida-orientamento).
Impostazione della risposta
- Che cosa sono: gli esiti a distanza misurano come gli studenti proseguono dopo l’uscita dalla scuola — successo nel grado successivo, scelte universitarie, inserimento lavorativo. Servono a capire se l’orientamento e la preparazione hanno funzionato.
- Fonti disponibili: dati restituiti dalle piattaforme ministeriali, esiti del primo anno del grado successivo raccolti tramite accordi con le scuole del territorio, dati sull’iscrizione all’università, questionari ai diplomati.
- Costruire un sistema sostenibile: accordi di rete per lo scambio dei dati fra scuole del primo e del secondo ciclo, rilevazione annuale su coorti definite, responsabile interno della raccolta.
- Uso dei dati: il consiglio orientativo del primo ciclo si valuta confrontando il consiglio dato con la scelta effettuata e con l’esito del primo anno. È l’indicatore più significativo e spesso il più trascurato.
- Privacy: i dati vanno trattati in forma aggregata; gli scambi fra scuole richiedono base giuridica e minimizzazione.
- Ricaduta: revisione delle pratiche di orientamento, del curricolo in uscita e della continuità.
Atti da produrre
Accordi di rete per lo scambio dati, protocollo di rilevazione, analisi nel RAV, azioni nel PdM, informativa privacy.
Errori da evitare
- Compilare la sezione del RAV senza dati.
- Raccogliere dati individuali senza base giuridica.
- Non collegare i dati alla revisione dell’orientamento.
Collegamenti
autovalutazione-rav · continuita-educativa · rav-piano-miglioramento