Traccia

Nel RAV la sezione sugli esiti a distanza è compilata in modo generico, perché «non abbiamo i dati». Il dirigente vuole colmare la lacuna. Il candidato illustri di che cosa si tratta e come procedere.

Quadro di riferimento

Impostazione della risposta

  1. Che cosa sono: gli esiti a distanza misurano come gli studenti proseguono dopo l’uscita dalla scuola — successo nel grado successivo, scelte universitarie, inserimento lavorativo. Servono a capire se l’orientamento e la preparazione hanno funzionato.
  2. Fonti disponibili: dati restituiti dalle piattaforme ministeriali, esiti del primo anno del grado successivo raccolti tramite accordi con le scuole del territorio, dati sull’iscrizione all’università, questionari ai diplomati.
  3. Costruire un sistema sostenibile: accordi di rete per lo scambio dei dati fra scuole del primo e del secondo ciclo, rilevazione annuale su coorti definite, responsabile interno della raccolta.
  4. Uso dei dati: il consiglio orientativo del primo ciclo si valuta confrontando il consiglio dato con la scelta effettuata e con l’esito del primo anno. È l’indicatore più significativo e spesso il più trascurato.
  5. Privacy: i dati vanno trattati in forma aggregata; gli scambi fra scuole richiedono base giuridica e minimizzazione.
  6. Ricaduta: revisione delle pratiche di orientamento, del curricolo in uscita e della continuità.

Atti da produrre

Accordi di rete per lo scambio dati, protocollo di rilevazione, analisi nel RAV, azioni nel PdM, informativa privacy.

Errori da evitare

  • Compilare la sezione del RAV senza dati.
  • Raccogliere dati individuali senza base giuridica.
  • Non collegare i dati alla revisione dell’orientamento.

Collegamenti

autovalutazione-rav · continuita-educativa · rav-piano-miglioramento