Sommario

Dispensa di studio della lezione 4.2 del percorso INDIRE FOVI, relatrici Sara Mori e Francesca Storai (INDIRE). Tratta due metà: il funzionamento dei gruppi di lavoro (modello multilivello I-M-O-I, ruolo, status, valori, cultura organizzativa, autoefficacia collettiva ed empowerment) e la governance scolastica (chi decide, come si decide, con quali documenti), con il passaggio «oltre la delega» al riconoscimento del middle management.

Natura del documento

Rielaborazione testuale di una videolezione di formazione in servizio, costruita su trascrizione normalizzata, slide e bibliografia della lezione. Non è fonte del diritto: valore formativo e orientativo. I riferimenti contrattuali e normativi che contiene provengono dalle slide e sono citati in forma sintetica. Il documento avverte che la registrazione è priva dei primi venti secondi, che intorno a 11:30 c’è un taglio con cambio di voce e che alcune attribuzioni d’autore nelle slide sono refuse (per esempio «Zimmermam» per Zimmerman).

Punti chiave

  • Modello I-M-O-I (Mathieu et al., 2008; Scott-Young et al., 2019): i risultati di un team dipendono da input, mediatori e risultati letti su tre livelli — macro (organizzazione), meso (gruppo), micro (individuo).
  • Il punto di incontro decisivo è fra la disponibilità alla delega del leader formale (livello meso) e la disponibilità dei singoli ad assumersi responsabilità (livello micro); dove mancano, occorre lavorare su norme, regole e ruoli.
  • Quattro mediatori di risultato: divisione dei compiti e pianificazione, feedback frequenti e autoriflessione, apertura a creatività e innovazione, motivazione.
  • Sei caratteristiche del team efficace (Scott-Young e Samson, 2008), fra cui la «capacità di attingere alla leadership di più persone» e la comunicazione circolare delle informazioni.
  • Ruolo (da rotulus): insieme di aspettative di comportamento legate a una posizione (Sherif, 1961); non esiste mai da solo. Status: posizione sociale legata ad aspettative di competenza; uno status può comprendere più ruoli.
  • Cultura organizzativa (Schein, 1986): insieme di assunti fondamentali insegnati ai nuovi membri; distinta dal clima, che è mutevole. Il momento dell’inserimento dei nuovi arrivati è decisivo.
  • Autoefficacia collettiva (Bandura) ed empowerment organizzativo (Zimmerman) come fenomeni cruciali per il funzionamento del gruppo.
  • La scuola come organizzazione «a geometria variabile» (Costa, 2015), con pratiche di lavoro che assomigliano a esplorazioni più che a procedure predefinite (Costa, 2014).
  • Quattro azioni cruciali per il decision making: progettare (PdM, PTOF, progetti PNRR), monitorare, valutare, diffondere (rendicontazione interna ed esterna).
  • Sviluppo delle modalità decisionali per livelli successivi (Huberman, 1973): conoscenze → atteggiamenti → comportamenti individuali → comportamento di gruppo; l’«intelligenza organizzativa» richiama Argyris e Schön (1996).
  • Gli attori: dirigente scolastico (avvia il processo decisionale e si assume la responsabilità delle decisioni), docenti e Collegio, funzioni strumentali, collaboratori del DS, studenti, DSGA e personale ATA.
  • Oltre la delega: condividere valori comuni, mission e vision e scelte strategiche attraverso il riconoscimento di figure intermedie di sistema (middle management).
  • Gli strumenti della governance: PTOF, RAV, PdM e, accanto a essi, programmazione didattica e organizzativa, curricolo d’istituto, carta dei servizi, patto di corresponsabilità, regolamento d’istituto e regolamenti dei laboratori.

Norme richiamate

  • legge-107-2015 — le slide riportano il passo sulla predisposizione del piano: il dirigente «promuove i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio»; la citazione è data come «(L.107/2015)», senza comma. Nel testo di legge la disposizione corrisponde all’art. 1, c. 14, ma il documento non lo indica.
  • ccnl-scuola-2007 — «CCNL Comparto Scuola 2006-2009»: art. 33 per la valorizzazione del patrimonio professionale dei docenti e le funzioni strumentali, e il profilo del DSGA («sovrintende, con autonomia operativa, ai servizi generali amministrativo-contabili»).

Entità e concetti

collegio-docenti, consiglio-istituto, dsga, indire, dirigenza-scolastica, organi-collegiali, ptof, autovalutazione-rav, curricolo, patto-corresponsabilita, regolamento-istituto, predisposizione-ptof. Senza pagina nel wiki: figure di sistema e middle management, funzioni strumentali, collaboratori del dirigente e staff, modello I-M-O-I, cultura organizzativa e clima, autoefficacia collettiva, empowerment organizzativo, leadership distribuita, carta dei servizi.

Citazioni testuali rilevanti

«Insieme di aspettative di comportamento in relazione al fatto che [si] occupa una particolare posizione nel gruppo o nella struttura sociale» (Sherif, 1961, come riportato nelle slide)

«Le pratiche di lavoro assomigliano così più a esplorazioni, modi di procedere per tentativi e correzioni, stili d’azione creativa con elevata valenza relazionale, interpretativa, artistica, piuttosto che ad operazioni svolte secondo una sequenza nota, applicando procedure predefinite su base normativa» (Costa, 2014, come riportato nelle slide)

«Per la realizzazione delle finalità istituzionali della scuola in regime di autonomia, la risorsa fondamentale è costituita dal patrimonio professionale dei docenti» (art. 33 CCNL Comparto Scuola 2006-2009, come riportato nelle slide)

Uso per il dirigente scolastico

È il materiale del modulo più direttamente utile a chi deve costruire e far funzionare uno staff: distinzione fra delega e condivisione, riconoscimento dei ruoli, cura del clima e della cultura organizzativa, uso dei documenti come strumenti di governance. Per la base giuridica degli incarichi (funzioni strumentali, collaboratori, organico dell’autonomia) il documento non basta: vanno lette le norme e il CCNL vigente, non quello 2006-2009 citato nelle slide.

Domande aperte

  • Le slide citano il CCNL Comparto Scuola 2006-2009: occorre verificare la corrispondenza con il CCNL vigente prima di usarne le formulazioni in atti di istituto.
  • La citazione della legge 107/2015 è priva dell’indicazione del comma.
  • Il riferimento «Durpont e Leresche, 1981» per i valori professionali è riportato in forma probabilmente refusa.