Sommario
Contributo di Sara Mori, Paolo Davoli e Michela Freddano (pp. 109-115) nel Quaderno n. 38 dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, La dimensione territoriale del miglioramento. Una sfida solidale, a cura di Paolo Davoli e Giovanni Desco (Tecnodid, dicembre 2017). Sostiene che il miglioramento scolastico è anzitutto un processo di apprendimento organizzativo, e che senza esplicitazione della cultura organizzativa gli interventi restano poco incisivi.
Natura del documento
Capitolo di un quaderno di un Ufficio scolastico regionale, con contributi di ricercatori e dirigenti. Non è fonte del diritto: valore dottrinale e di accompagnamento; il quaderno documenta azioni finanziate con note dell’USR Emilia-Romagna. Conversione da PDF con pdftotext: il file comprende il frontespizio, il colophon e l’indice dell’intero quaderno prima del contributo.
Punti chiave
- La scuola è un’organizzazione: di servizio alle persone, professionale (per il peso della competenza tecnica dei suoi operatori) e complessa per i legami gerarchici, fra pari, di rete e di sotto-sistema.
- Il primo passo del miglioramento è «la costruzione della percezione della scuola come organizzazione e l’esplicitazione della cultura organizzativa»: senza questa condivisione i processi di autovalutazione «portano spesso alla progettazione di interventi di miglioramento poco incisivi».
- Richiamo al fatto che tre delle sette aree dei processi indagate dal RAV riguardano i processi organizzativi, e una in particolare l’orientamento strategico e l’organizzazione della scuola.
- Definizioni di cultura organizzativa: Schein (1984, 1986) e Brown (2004), «un insieme condiviso di valori, atteggiamenti, credenze e norme, alcune delle quali esplicite, altre prevalentemente implicite».
- La scuola come organizzazione a legami deboli (Weick, 1976): i legami forti sono quelli con la propria classe, quelli organizzativi sono percepiti come «contorno burocratico»; ne deriva l’immagine del docente-individuo, da superare verso il docente «persona-comunicante».
- Il corpo docente come comunità di pratiche (Lave e Wenger, 1991), poi comunità di apprendimento (Brown e Campione, 1994) e comunità che crea conoscenza (Scardamalia e Bereiter, 1999).
- L’apprendimento organizzativo si genera quando le pratiche positive di pochi docenti diventano patrimonio riconosciuto del gruppo e restano «anche quando uno dei membri lascia l’organizzazione».
- Esempi concreti di interventi: progettazione per classi parallele o per discipline, verifiche in parallelo, scambio di classi, sperimentazione di pratiche didattiche, linee guida per i docenti di nuovo ingresso.
- Monitoraggio e valutazione non sono «accessori» del miglioramento: sono momenti di riflessione e crescita culturale, decisivi all’inizio (scelta degli indicatori) e alla fine (interpretazione dei risultati).
Norme richiamate
- dpr-275-1999 — il PTOF (nel testo: il documento «costitutivo dell’identità culturale e progettuale» della scuola) è ricondotto al d.P.R. 275/1999, senza indicazione di articolo.
- Il testo cita «D.M. 850/2017» a proposito della professionalità docente strutturata nella normativa e nel contratto («art. 26-29»): il decreto ministeriale sull’anno di formazione e prova è il d.m. 850 del 27 ottobre 2015 (dm-850-2015-anno-prova); la data indicata nel testo è verosimilmente errata e non va ripresa.
- Il quaderno richiama in colophon, per il finanziamento delle azioni, il d.m. 16 giugno 2015, n. 435, art. 25, c. 2, lett. a (dm-435-2015) e il d.m. 1 settembre 2016, n. 663, art. 27, c. 2, lett. a (dm-663-2016), tramite note dell’USR Emilia-Romagna (n. 13417 dell’8.10.2015, n. 16362 del 20.10.2016, n. 15465 del 12.12.2016, n. 8649 del 28.06.2016) — le note non hanno pagina nel wiki.
Entità e concetti
usr, indire, collegio-docenti, consiglio-classe, autovalutazione-rav, ptof, rav-piano-miglioramento, anno-formazione-prova-docenti. Senza pagina nel wiki: cultura organizzativa, organizzazione a legami deboli, comunità di pratiche, apprendimento organizzativo, professionista riflessivo, portfolio professionale del docente.
Citazioni testuali rilevanti
«Non esiste ‘la scuola’ che migliora, ma esistono ‘le scuole’ che decidono in che direzione evolvere.»
«La creazione di una cultura organizzativa diventa dunque un obiettivo prioritario quando si parla di miglioramento scolastico.»
«Il monitoraggio e la valutazione dovrebbero essere considerati non come ‘accessori’ del miglioramento, ma veri e propri ingredienti capaci di rendere migliore la riuscita del prodotto desiderato.»
Uso per il dirigente scolastico
Dà argomenti per spiegare perché un Piano di miglioramento calato sul collegio senza lavoro preliminare sulla cultura organizzativa non produce cambiamento, e indica interventi concreti a costo contenuto (classi parallele, verifiche comuni, linee guida per i nuovi arrivati). È letteratura organizzativa, non normativa.
Domande aperte
- La citazione «D.M. 850/2017» non trova riscontro: va verificata sul d.m. 850/2015.
- Il riferimento agli «art. 26-29» del contratto di lavoro non indica quale CCNL.