Sommario
Linee guida INDIRE del Movimento «Avanguardie educative» per l’implementazione dell’Idea Uso flessibile del tempo, versione 3.0 del 2024 (ISBN 979-12-80706-77-5, 104 pagine), a cura di Elena Mosa, Lorenza Orlandini ed Elona Picoka con tredici scuole capofila. Il documento espone lo scenario di riferimento, le quattro tipologie di uso flessibile del tempo, le connessioni con le altre Idee del Movimento e tredici narrazioni di scuole capofila, ciascuna con finalità, condizioni, fasi di implementazione, valutazione, criticità e orari effettivamente adottati. È il materiale più ricco di riferimenti normativi dell’intero modulo 7.
Natura del documento
Linee guida di un ente pubblico di ricerca, qualificate dal testo stesso come «documento di lavoro interno condiviso tra il gruppo dei ricercatori INDIRE e i referenti delle scuole capofila»: non sono fonte del diritto, non hanno valore prescrittivo né interpretativo autentico; valore orientativo ed esemplificativo. Chiuse in redazione il 25 settembre 2024; aggiornano la versione 2.0 del dicembre 2019. Conversione dichiarata: pdftotext; il testo è leggibile ma intervallato da intestazioni e numerazioni di pagina ricorrenti, e le tabelle degli orari delle singole scuole risultano in parte disordinate.
Punti chiave
- Scenario: quando il modello formativo passa dall’erogazione di contenuti alla promozione di competenze, «l’ora di 60ʹ ‘diventa stretta’»; tempo e spazio sono «abilitatori di cambiamento» (Chipa, Orlandini, Mosa, 2021).
- Due orizzonti del Manifesto cui l’Idea si richiama: il n. 1 «Trasformare il modello trasmissivo della scuola» e il n. 4 «Riorganizzare il tempo del fare scuola», che indica il superamento di «steccati rigidi come il calendario scolastico, l’orario delle lezioni e la parcellizzazione delle discipline in unità temporali minime».
- Origine: l’Idea nasce nel 2014 dalle esperienze delle scuole capofila dell’Idea «Compattazione del calendario scolastico»; il Movimento è nato nel novembre 2014 su iniziativa di INDIRE e 22 scuole fondatrici.
- Sei motivazioni all’introduzione della flessibilità: ridurre il numero di discipline per quadrimestre ed evitare il sovraccarico cognitivo; disporre di tempi distesi per la didattica laboratoriale; rispettare i ritmi di apprendimento con recupero e potenziamento; dilatare i tempi di apertura della scuola con un’offerta curricolare pomeridiana; rivedere il curricolo anche ai fini dell’orientamento; riorganizzare l’orario dopo l’introduzione della settimana corta.
- Quattro tipologie (qui con denominazioni leggermente diverse da quelle della videolezione): compattazione delle discipline; compattazione tra discipline; compattazione delle discipline e riduzione dell’ora di lezione (riduzione «da un minimo di 5ʹ a un massimo di 15ʹ», con pacchetti orari destinati a compresenze, sostituzioni e didattica laboratoriale); flessibilità delle attività curricolari (curricolo personalizzabile con monte ore uguale per tutti).
- Tre livelli su cui incide la dimensione tempo: macro (articolazione del tempo-scuola), meso (setting della giornata scolastica), micro (singola ora di lezione).
- Condizioni essenziali e ruolo della Direzione: il dirigente deve «aver chiari gli aspetti normativi (nello specifico, riguardo l’uso flessibile del tempo, il DPR 89/2010, la Legge 107/2015, l’art. 28 del CCNL)», collaborare con i docenti sostenitori, promuovere ambienti di apprendimento adeguati, studiare la realtà per sostenere l’innovazione.
- Sei fasi di implementazione: 1) il dirigente chiede al Collegio dei docenti di deliberare la costituzione di un gruppo di lavoro che studi la fattibilità, elabori il progetto e simuli l’orario; 2) presentazione nei dipartimenti; 3) presentazione della delibera al Collegio dei docenti per l’approvazione; 4) assegnazione degli incarichi ai docenti incaricati della modulazione delle discipline e dell’orario; 5) monitoraggio annuale; 6) costruzione delle relazioni con il territorio, anche tramite reti scolastiche.
- Narrazioni delle scuole capofila (Convitto Nazionale «Umberto I» di Torino, IC «Bozzano-Centro» di Brindisi, IC «Amerigo Vespucci» di Vibo Marina, IIS «Artigianelli» di Trento, Liceo classico «Parini» di Milano, ITE «De Fazio» di Lamezia Terme, IC «Nodari» di Lugo di Vicenza, Istituto Omnicomprensivo «Della Rovere» di Urbania, IC «Mattia Preti» di Catanzaro, Liceo «Vida» di Cremona, Istituto «Pavoni» di Tradate, IC «Tina Modotti» di Moimacco, Liceo e ITE «Marco Polo» di Bari), con nomi di dirigenti e referenti, soluzioni adottate, strumenti di valutazione e criticità. La versione 3.0 documenta anche «casi di scuole che, una volta capofila, non hanno mantenuto il ruolo nel tempo perché sono venute meno alcune condizioni di base».
Norme richiamate
Citate nel testo, con pagina nel wiki:
- D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 — richiamato più volte: «dal punto di vista legislativo il DPR 275/1999 garantisce la scuola e il personale nell’attuazione di percorsi orari flessibili»; art. 6 (sistema di scale letterali A-B-C-D «adottato conformemente all’articolo 6 del DPR 275/1999», ricerca e sperimentazione); artt. 4 e 5 (flessibilità didattica e organizzativa, in nota); richiamato anche come «Regolamento dell’autonomia scolastica» e nella bibliografia con il titolo completo: dpr-275-1999.
- Legge 15 marzo 1997, n. 59, capo IV, art. 21, commi 8 e 9 (in nota): legge-59-1997.
- Legge 13 luglio 2015, n. 107, art. 1, comma 3 — «richiamando il DPR 275/1999, conferma le forme di flessibilità dell’autonomia didattica e organizzativa. In particolare, è fatto riferimento esplicito all’articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina, alla programmazione plurisettimanale e flessibile dell’orario complessivo del curricolo e delle singole materie»: legge-107-2015.
- D.P.R. 89/2010 — indicato fra gli «aspetti normativi» che la Direzione deve avere chiari in materia di uso flessibile del tempo: dpr-89-2010.
- D.M. n. 234 del 26 giugno 2000 (in nota): dm-234-2000-curricoli-autonomia.
- D.Lgs. n. 59 del 19 febbraio 2004 (in nota): dlgs-59-2004.
- D.M. n. 47 del 13 giugno 2006 (in nota): dm-47-2006-quota-20-curricoli.
- Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente (GUUE C 189/01 del 4 giugno 2018), in bibliografia: raccomandazione-ue-2018-competenze-chiave.
Citate nel testo e senza pagina nel wiki:
- Nota prot. n. 721 del 22 giugno 2006 (in nota, insieme al D.M. 47/2006).
- CCNL, art. 28 (condizioni essenziali per la Direzione) e art. 29 (articolazione delle ore per creare momenti di programmazione: «modellando l’articolazione delle ore previste dall’art. 29 del CCNL»). Il documento non indica comparto, biennio né data del contratto: l’identificazione del CCNL non è desumibile dal testo e non va presunta.
- PTOF, RAV e Piano di Miglioramento sono richiamati come strumenti d’istituto, senza riferimento normativo.
Entità e concetti
indire · collegio-docenti · consiglio-istituto · consiglio-classe · dsga · autonomia-scolastica · curricolo · ptof · autovalutazione-rav · valutazione-apprendimenti · contrattazione-integrativa-istituto (implicata dal richiamo all’art. 29 del CCNL, non trattata dal documento)
Senza pagina propria nel wiki: Movimento Avanguardie educative, Manifesto e sette orizzonti, Idee e scuole capofila, compattazione (simmetrica, asimmetrica, parziale, transdisciplinare), riduzione dell’ora di lezione, banca ore, settimana corta, LabFactory, apprendimento intervallato.
Citazioni testuali rilevanti
«La Legge 107/2015, art. 1, comma 3, richiamando il DPR 275/1999, conferma le forme di flessibilità dell’autonomia didattica e organizzativa. In particolare, è fatto riferimento esplicito all’articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina, alla programmazione plurisettimanale e flessibile dell’orario complessivo del curricolo e delle singole materie.»
«La Direzione deve: aver chiari gli aspetti normativi (nello specifico, riguardo l’uso flessibile del tempo, il DPR 89/2010, la Legge 107/2015, l’art. 28 del CCNL)»
«Il Dirigente scolastico, dopo aver chiarito, insieme allo staff, le ragioni per cui si vuole realizzare l’Idea, chiede al Collegio dei Docenti di deliberare la costituzione di un gruppo di lavoro che definirà gli obiettivi da raggiungere, studierà le caratteristiche dell’Idea […], elaborerà il progetto, effettuerà la simulazione dell’orario.»
Uso per il dirigente scolastico
È il documento del modulo più vicino a una procedura: dà la sequenza delle fasi (gruppo di lavoro deliberato dal collegio, confronto nei dipartimenti, delibera di approvazione, incarichi, monitoraggio annuale, relazioni con il territorio) e tredici orari realmente adottati da scuole di ogni ordine e grado, con criticità dichiarate. Due cautele: i riferimenti normativi che il documento dà sono corretti ma sommari — la base dell’operazione è l’art. 4, c. 2 e l’art. 5 del dpr-275-1999, da leggere nel testo vigente, e l’art. 1, c. 3 della legge-107-2015; il richiamo agli «artt. 28 e 29 del CCNL» è privo di estremi e va riscontrato sul contratto vigente del comparto, con il DSGA e nel confronto con le RSU, perché incide su orario di servizio e attività funzionali. Le Linee guida non sono un atto ministeriale e non sostituiscono né la delibera degli organi collegiali né la verifica dei quadri orari di ordinamento.
Domande aperte
- Il CCNL richiamato (artt. 28 e 29) non è identificato: comparto, biennio e data mancano.
- La Nota prot. 721 del 22 giugno 2006 non è presente nel wiki e va acquisita per verificare che cosa aggiunga al D.M. 47/2006.
- Le denominazioni delle quattro tipologie divergono fra queste Linee guida («compattazione delle discipline e riduzione dell’ora di lezione») e la videolezione 7.3 («compattazione e riduzione dell’ora di lezione»), e la riduzione è qui quantificata in 5-15 minuti mentre nel parlato è esemplificata in 50-55 minuti di unità oraria: le due fonti vanno lette insieme.
- Il documento non affronta gli effetti della riduzione dell’unità oraria sugli obblighi di servizio e sul recupero, se non per cenni nelle narrazioni delle singole scuole.
- Il testo si autodefinisce «documento di lavoro interno»: il suo uso esterno come riferimento va qualificato di conseguenza.