Traccia
In un istituto tecnico restano scoperte sei ore di una disciplina di indirizzo. Il collaboratore del dirigente propone di attribuirle a un docente interno in servizio su un’altra classe di concorso, «che quella materia la sa e l’ha già insegnata negli anni scorsi», per evitare il ricorso alla supplenza esterna. Il dirigente come decide.
Quadro normativo
- dpr-19-2016, art. 2, c. 1 — la Tabella A individua le classi di concorso con il codice alfanumerico, gli insegnamenti relativi e i titoli di accesso; c. 2 — la Tabella B fa lo stesso per i posti di insegnante tecnico-pratico; c. 3 — la Tabella A/1 stabilisce le corrispondenze fra esami del vecchio ordinamento ed esami di contenuto omogeneo.
- Art. 3 — i titoli di accesso ai percorsi abilitanti sono definiti, per ciascuna classe, nelle Tabelle A e B.
- Art. 1 — il regolamento è adottato ai sensi dell’art. 64, c. 4, lett. a) del dl-112-2008: è fonte secondaria, e come tale vincola l’amministrazione scolastica.
- Art. 25 del dlgs-165-2001 — poteri di direzione e organizzazione del dirigente, e sua responsabilità per i risultati.
Impostazione della risposta
La corrispondenza fra insegnamento e classe di concorso non è materia di valutazione discrezionale del dirigente: è fissata dalle tabelle del D.P.R. 19/2016, che vanno consultate nella versione corrente, aggiornata dai provvedimenti successivi, e non in quella originaria. L’esperienza pregressa del docente e il giudizio sulla sua competenza non sostituiscono il titolo: sono argomenti di merito che non spostano un requisito di legittimità.
La verifica da fare è puntuale: individuare il codice della classe di concorso cui l’insegnamento afferisce e controllare se il docente ne è in possesso, eventualmente per corrispondenza di esami secondo la Tabella A/1. Se il titolo c’è, l’attribuzione è possibile con gli istituti ordinari, ore eccedenti comprese. Se non c’è, l’ora va coperta secondo le procedure di sostituzione e supplenza previste, anche a costo di tempi più lunghi.
Vale la pena esplicitare perché il punto non è formale. Un insegnamento attribuito fuori classe di concorso si riverbera sugli atti a valle: valutazioni, scrutini, composizione del consiglio di classe. È un vizio che emerge quando qualcuno ha interesse a farlo emergere — un genitore dopo una non ammissione, un aspirante supplente pretermesso — e a quel punto l’economia realizzata non conta più nulla.
Atti da produrre
- Verifica documentata del titolo e della classe di concorso, agli atti.
- Provvedimento di attribuzione dell’insegnamento o, in alternativa, avvio della procedura di supplenza.
- Comunicazione motivata al proponente e, se la richiesta è stata formalizzata, all’interessato.
- Aggiornamento dell’orario e della composizione del consiglio di classe.
Errori da evitare
- Attribuire l’insegnamento sulla base dell’esperienza pregressa o dell’affinità disciplinare percepita.
- Consultare le tabelle nella versione originaria del 2016, ignorando gli aggiornamenti.
- Trattare la questione come una scelta organizzativa interna: è un requisito di legittimità.
- Regolarizzare a posteriori con un provvedimento di sanatoria: gli atti valutativi già adottati restano esposti.
Collegamenti
dpr-19-2016 · dirigenza-scolastica · responsabilita-dirigenziale