Traccia

Tre studenti di terza chiedono di frequentare il quarto anno all’estero con un’agenzia privata. Alcuni docenti sono contrari: «perdono l’anno e poi non recuperano». Il candidato illustri il quadro e le azioni del dirigente.

Quadro di riferimento

Impostazione della risposta

  1. La mobilità individuale è un diritto riconosciuto e un’esperienza formativa da valorizzare: la scuola non autorizza né vieta, ma accompagna e riammette.
  2. Prima della partenza: colloquio con studente e famiglia, individuazione di un docente tutor, definizione con il consiglio di classe delle competenze attese e delle eventuali discipline da verificare al rientro, patto formativo scritto.
  3. Rapporto con l’agenzia: verificare serietà del programma e della scuola ospitante; la scuola non entra nel contratto ma può chiedere la documentazione.
  4. Durante: contatti periodici, acquisizione della documentazione dei risultati.
  5. Al rientro: valutazione globale, eventuali verifiche mirate solo sulle discipline non presenti nel curricolo estero, attribuzione del credito, verbalizzazione motivata. Nessun esame integrale di riammissione.
  6. Lavorare sulla cultura interna: portare i dati e le esperienze in Collegio, definire criteri comuni così che la valutazione non dipenda dal singolo consiglio di classe. Il pregiudizio dei docenti si supera con una procedura condivisa, non con una circolare.

Atti da produrre

Patto formativo, nomina del tutor, documentazione estera, verbale di valutazione e attribuzione del credito, criteri deliberati dal Collegio.

Errori da evitare

  • Lasciare la gestione al singolo consiglio di classe senza criteri comuni.
  • Penalizzare lo studente nel credito.
  • Non definire nulla prima della partenza.

Collegamenti

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