Traccia
Il Direttore generale dell’USR assegna al dirigente obiettivi di risultato che in parte non coincidono con le priorità del RAV dell’istituto. Il dirigente deve conciliare i due piani. Il candidato illustri il quadro.
Quadro di riferimento
- Art. 25, c. 1 dlgs-165-2001; art. 1, c. 93 legge-107-2015; art. 15, c. 2, lett. a) dlgs-150-2009.
- dpr-80-2013 artt. 2 e 6; nota-66850-2025-documenti-strategici-snv.
Impostazione della risposta
- Le due fonti degli obiettivi: obiettivi nazionali e regionali assegnati con l’incarico dal Direttore generale dell’USR, e obiettivi della scuola derivanti dal RAV e tradotti nel Piano di miglioramento.
- Non sono alternative: gli obiettivi assegnati al dirigente devono tenere conto del contesto e degli obiettivi di miglioramento dell’istituzione; il punto è costruire la catena PTOF → RAV → PdM → obiettivi del dirigente, così che le azioni servano a entrambi i livelli.
- Se la divergenza resta: presentare osservazioni motivate al Direttore generale, documentando le priorità dell’istituto e chiedendo la rimodulazione. Farlo all’assegnazione, non a consuntivo.
- Operativamente: individuare per ciascun obiettivo le azioni, i responsabili, gli indicatori e le evidenze da raccogliere; molte azioni serviranno a più obiettivi.
- Documentare durante l’anno: portfolio del dirigente con le evidenze collegate agli obiettivi; la relazione finale si costruisce nel corso dell’anno.
- Rendicontare: la Rendicontazione sociale chiude il ciclo e fornisce parte delle evidenze.
Atti da produrre
Osservazioni sugli obiettivi, mappa obiettivi-azioni-indicatori, portfolio del dirigente, PdM aggiornato, relazione di autovalutazione.
Errori da evitare
- Trattare separatamente obiettivi del dirigente e obiettivi della scuola.
- Non presentare osservazioni quando gli obiettivi sono incongrui.
- Raccogliere le evidenze solo a fine incarico.
Collegamenti
valutazione-dirigenti-scolastici · valutazione-neo-dirigente · rav-piano-miglioramento