Traccia

I docenti assegnati sul potenziamento sono impiegati quasi esclusivamente per le supplenze brevi. Il Collegio protesta, il dirigente replica che senza di loro la scuola non funziona. Il candidato illustri il quadro corretto.

Quadro di riferimento

Impostazione della risposta

  1. Il principio: l’organico dell’autonomia è unitario e funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali; i docenti di potenziamento non sono una riserva per le supplenze, ma personale assegnato per realizzare gli obiettivi formativi del PTOF.
  2. Le supplenze sono ammesse entro i limiti previsti dalla normativa e dal contratto, ma non possono assorbire l’intera attività: se ciò accade, il PTOF dichiara attività che non si realizzano.
  3. Programmare l’uso: definire in sede di PTOF e di piano annuale delle attività quanto tempo è destinato a progetti, recupero, compresenze, e quanto resta disponibile per le sostituzioni, con criteri deliberati e trasparenti.
  4. Ridurre la pressione delle supplenze: organizzazione oraria che favorisca le sostituzioni interne programmate, tempestività nelle nomine dei supplenti, uso corretto degli strumenti contrattuali.
  5. Rendere visibile il problema: portare in Collegio i dati (ore di potenziamento effettivamente usate per progetti e per supplenze). Il conflitto si risolve con i numeri, non con le dichiarazioni di principio.
  6. Richiesta di organico: motivare il fabbisogno con i dati, evidenziando lo scarto fra progettazione e realtà.

Atti da produrre

Piano di utilizzo dell’organico dell’autonomia, criteri deliberati, registro delle ore di potenziamento, dati per il Collegio, richiesta motivata di organico.

Errori da evitare

  • Usare il potenziamento come esclusiva riserva per le supplenze.
  • Progettare nel PTOF attività che l’organico non può reggere.
  • Non rendicontare l’uso effettivo.

Collegamenti

organico-autonomia · predisposizione-ptof · criteri-formazione-classi