Sommario
Saggio di Andrea Galimberti (Università di Milano-Bicocca) in MeTis. Mondi educativi, 13(1) 2023, pp. 205-223, DOI 10.30557/MT00257. Affronta il conflitto come oggetto teorico del pensiero sistemico: ogni sistema vive la tensione fra bisogno di differenziarsi e vincoli di coordinamento, e il conflitto, letto senza ingenuità irenistiche, ha un potenziale euristico che l’educazione formale può valorizzare.
Natura del documento
Saggio scientifico in rivista pedagogica, convertito da PDF con pdftotext; testo leggibile, con note a piè di pagina inserite nel flusso. Non è fonte del diritto: valore teorico e pedagogico, di livello astratto.
Punti chiave
- Organizzazione come unitas multiplex: un sistema esiste quando è riconoscibile un insieme di ridondanze strutturate; l’organizzazione «trasforma, produce, connette, mantiene» (Morin, 2001, p. 117). Nei sistemi sociali l’organizzazione è insieme progettata e proprietà emergente dalle interazioni.
- Doppia contingenza (Parsons, ripreso da Luhmann): il problema di fondo del coordinarsi è l’imprevedibilità dell’altro; ogni forma di socialità è «una forma di riduzione della doppia contingenza».
- Schismogenesi (Bateson): cambiamento progressivo, cumulativo e direzionale delle posizioni relazionali; simmetrica quando amplifica lo stesso tratto (rivalità contro rivalità), complementare quando amplifica comportamenti opposti (dominanza/sottomissione). Senza regolazione, l’escalation può portare al conflitto distruttivo e alla rottura del sistema.
- Potenziale euristico del conflitto: fa emergere ciò che agisce sotto la soglia della consapevolezza e orienta i coordinamenti quotidiani; i momenti di fastidio, imbarazzo e conflitto permettono di cogliere e relativizzare i propri presupposti.
- Educazione come ex-ducere: diversa dall’integrazione, consiste nel creare scoordinamenti e perturbazioni rispetto alla stabilizzazione raggiunta — la «pedagogia dell’interruzione» di Biesta (2016).
- Due vie pedagogiche: l’elaborazione riflessiva del conflitto secondo l’agire razionale habermasiano e l’apprendimento trasformativo di Mezirow (il «dilemma disorientante» che richiede apprendimento comunicativo fra almeno due persone); ma non tutti i contesti educativi sono abitabili come spazi di agire razionale.
- Conclusione: transizione da un «paradigma istruttivo a un paradigma perturbativo» (Bocchi e Ceruti); il consenso non è lo stato finale di una razionalità comune ma una forma emergente, valutabile a posteriori. Per l’educazione resta la possibilità di strutturare situazioni con condizioni di dialogo razionale — ascolto empatico, rispetto dei turni di parola, possibilità di contraddire e confutare senza essere puniti — che illuminino il conflitto nella sua doppia funzione di coordinamento e di rottura.
Norme richiamate
Nessuna norma citata nel testo.
Entità e concetti
organi-collegiali · figure-di-sistema · dirigenza-scolastica Senza pagina nel wiki: pensiero sistemico, schismogenesi, doppia contingenza, pedagogia dell’interruzione, apprendimento trasformativo, gestione del conflitto.
Citazioni testuali rilevanti
«L’organizzazione connette in maniera interrelazionale elementi, o eventi, o individui diversi che di conseguenza diventano componenti di un tutto. […] L’organizzazione dunque: trasforma, produce, connette, mantiene» (Morin, 2001, p. 117, citato nel saggio).
«Il conflitto ha in sé un indubbio potenziale euristico legato alla possibilità di far emergere ciò che agisce sotto la soglia della consapevolezza e che orienta i coordinamenti che si realizzano nelle interazioni quotidiane.»
Uso per il dirigente scolastico
È il testo più teorico del modulo e il meno immediatamente spendibile, ma offre due strumenti concreti di lettura: il concetto di escalation simmetrica e complementare, che descrive con precisione la dinamica di molti conflitti fra docenti o fra scuola e famiglia, e l’indicazione che le condizioni del dialogo (turni di parola, possibilità di dissentire senza conseguenze) vanno predisposte — il che in una scuola significa regole di conduzione delle sedute degli organi collegiali e dei gruppi di lavoro. Nessun contenuto giuridico: la gestione formale del conflitto (procedimento disciplinare, reclami, mediazione) resta fuori dall’orizzonte del saggio.
Domande aperte
- Il saggio non tratta la scuola come organizzazione del personale ma i «contesti educativi formali» in senso ampio: il passaggio alla gestione dei conflitti fra adulti è un’estensione fatta dalla videolezione.
- Non propone procedure né strumenti operativi.