Sommario
Articolo di Cristina Cabras (professore associato di psicologia sociale, Università di Cagliari) in Psicologia e Lavoro, aprile-giugno 2014, pp. 40-45. Classifica le procedure di gestione del conflitto, ne pesa vantaggi e svantaggi e argomenta che la negoziazione è la strategia più efficace e adattabile, distinguendo fra negoziazione distributiva e integrativa.
Natura del documento
Articolo di rivista scientifica di psicologia del lavoro, convertito da PDF con pdftotext; il file contiene anche copertina, sommario e pagine redazionali del fascicolo, e il testo dell’articolo è disposto su due colonne che la conversione affianca riga per riga: la lettura è possibile ma richiede attenzione. Non è fonte del diritto: valore scientifico e orientativo.
Punti chiave
- Premessa: il conflitto è ineliminabile ed è motore di cambiamento; se assente «rappresenta un rischio elevato per le comunità, le organizzazioni, i gruppi, le relazioni interpersonali».
- Quattro procedure per trattare il conflitto (Carnevale e Pruitt, 1992): lotta (combattimento, attacchi verbali, rivalità, azione che produce vantaggio unilaterale); arbitrato (giudizio di un terzo neutrale su regole preesistenti ed esplicite); negoziazione (processo comunicativo fra le parti per trovare un accordo); mediazione (variante della negoziazione, con un terzo neutrale che assiste le parti).
- Due modalità senza interazione: il perdono, processo interno alla persona (Tutu, 2001), e l’evitamento/fuga, unica decisione possibile quando il rapporto è fortemente sbilanciato o quando non si è disponibili a trattare per questioni di principio.
- Costi e benefici: la lotta è la forma più usata e la più costosa sul piano economico, fisico, emotivo e relazionale; l’arbitrato garantisce regole esplicite e neutralità ma «c’è chi vince e c’è chi perde», con scarsa probabilità di soluzioni accettabili per entrambi e rischio di deterioramento del rapporto; chi sceglie l’arbitrato spesso lo fa perché crede che l’arbitro gli darà ragione.
- Vantaggi della negoziazione: costi bassi, maggiore probabilità di soluzione mutualmente accettabile, recupero della fiducia, ricostruzione delle relazioni, accordi di durata medio-lunga, proiezione congiunta nel futuro.
- Precondizioni della negoziazione: il conflitto deve restare entro una «soglia di gestibilità» caratterizzata dal riconoscimento della legittimità degli interessi dell’altro, dalla volontà di superare il conflitto, dalla capacità di formulare opzioni di accordo e da un grado sufficiente di fiducia reciproca; «bisogna essere in due per attivare una negoziazione o una mediazione».
- Negoziazione distributiva: processo competitivo, centrato sulla strategia del concedere; efficace quando la risorsa è scarsa e non incrementabile; può risolversi in compromesso o, se l’atteggiamento è competitivo, in tattiche di persuasione, con soddisfazione delle parti non elevata. Contano potere, informazioni disponibili e capacità tattica.
- Negoziazione integrativa: processo cooperativo, basato sull’esplorazione creativa di alternative per accrescere le risorse disponibili; «gioco a somma variabile» caratterizzato dalla strategia del problem solving; vantaggi nella qualità e durata delle soluzioni e nel riconoscimento della diversità di interessi; svantaggi nel tempo richiesto, nel controllo delle emozioni e nella necessità di una relazione di fiducia difficile in conflitto aperto.
- Competenze richieste: per negoziare con successo servono competenze comunicative, capacità di problem solving e buon controllo emotivo.
Norme richiamate
Nessuna norma citata nel testo. L’arbitrato è trattato in senso psicosociale (decisione di un terzo su regole condivise), non nell’accezione giuridica.
Entità e concetti
figure-di-sistema · dirigenza-scolastica · rsu Senza pagina nel wiki: negoziazione distributiva e integrativa, mediazione del conflitto, problem solving, BATNA e tattiche negoziali.
Citazioni testuali rilevanti
«La letteratura scientifica ha da tempo dimostrato che il conflitto è ineliminabile, è motore di cambiamento, se assente rappresenta un rischio elevato per le comunità, le organizzazioni, i gruppi, le relazioni interpersonali.»
«In pratica, bisogna essere in due per attivare una negoziazione o una mediazione.»
Uso per il dirigente scolastico
La distinzione fra negoziazione distributiva e integrativa è direttamente trasferibile alle relazioni sindacali d’istituto: la ripartizione del fondo è tipicamente distributiva (risorsa data e non incrementabile), mentre l’organizzazione del lavoro e i criteri di assegnazione consentono soluzioni integrative. È utile anche nei conflitti con le famiglie e fra docenti. Attenzione al limite: la contrattazione integrativa non è una negoziazione libera — materie, soggetti, procedura e certificazione dei revisori sono vincolati dal CCNL e dall’art. 40 del d.lgs. 165/2001, e il dirigente non può negoziare su materie riservate alla propria competenza gestionale. L’articolo non tratta questi vincoli.
Domande aperte
- Il testo è del 2014 e di ambito generale: non fa alcun riferimento al contesto scolastico né alle relazioni sindacali nel pubblico impiego.
- La conversione a due colonne affianca frasi di paragrafi diversi: le citazioni vanno verificate sull’originale prima di essere riprese.
- Una frase risulta troncata nell’originale convertito («La sfida, il rischio, il desiderio di vittoria fanno della negoziazione distributiva.»).