Traccia

Il Collegio discute il potenziamento delle lingue straniere. Il dirigente è chiamato a inquadrare la questione nel contesto europeo e a proporre azioni. Il candidato sviluppi il tema.

Quadro di riferimento

  • raccomandazione-ue-2018-competenze-chiave: competenza multilinguistica fra le otto competenze chiave.
  • Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2019 su un approccio globale all’insegnamento e apprendimento delle lingue; QCER del Consiglio d’Europa.
  • dpr-89-2009 e dpr-89-2010 per i quadri orari italiani; CLIL nel secondo ciclo.

Elementi di confronto

  1. Precocità e numero di lingue: in gran parte dei sistemi europei l’apprendimento della prima lingua straniera inizia nella primaria e una seconda lingua è obbligatoria nella secondaria inferiore. L’Italia introduce l’inglese dalla primaria e una seconda lingua comunitaria nella secondaria di primo grado, che però non prosegue in tutti i percorsi del secondo ciclo.
  2. Metodologia: diffusione del CLIL, esposizione alla lingua in contesti reali, mobilità, uso dei media in lingua originale. Nei Paesi con esiti migliori incide anche l’abitudine ai contenuti non doppiati.
  3. Certificazioni e QCER: riferimento comune ai livelli, con attenzione a non ridurre la didattica alla preparazione della certificazione.
  4. Dati: il posizionamento italiano sulle competenze linguistiche è fra i temi ricorrenti dei rapporti della Commissione.

Che cosa può fare il dirigente

Progettare un curricolo verticale di lingua, attivare CLIL con le modalità possibili, usare Erasmus+ ed eTwinning per la mobilità di studenti e docenti, organizzare gruppi di livello e potenziamento con l’organico dell’autonomia, monitorare gli esiti con prove comuni.

Errori da evitare

  • Ridurre il potenziamento all’acquisto di corsi per le certificazioni.
  • Attivare progetti linguistici senza continuità verticale.

Collegamenti

clil-e-competenze-linguistiche · regolamento-ue-2021-817-erasmus · curricolo