Traccia

In Collegio si discute della valutazione dei docenti e qualcuno obietta che «in Europa nessuno valuta gli insegnanti». Il dirigente deve inquadrare correttamente la questione. Il candidato sviluppi il tema.

Quadro di riferimento

Elementi di confronto

  1. L’obiezione è infondata: nella maggior parte dei sistemi europei esiste una forma di valutazione dei docenti, con finalità e attori diversi — valutazione interna da parte del capo di istituto, valutazione esterna ispettiva, valutazione legata alla progressione di carriera.
  2. Differenza di fondo: dove il capo di istituto ha poteri di reclutamento e di gestione del personale, la valutazione individuale è parte ordinaria del ruolo; nei sistemi centralizzati come quello italiano la progressione è per anzianità e la valutazione individuale è limitata a momenti specifici.
  3. In Italia: valutazione del periodo di formazione e prova con parere del comitato, criteri per la valorizzazione del merito definiti dal comitato di valutazione, procedimento disciplinare per gli inadempimenti. Non esiste una valutazione individuale generalizzata con effetti sulla carriera.
  4. Tendenza europea: dalla valutazione sanzionatoria a quella orientata allo sviluppo professionale, con osservazione fra pari, portfolio, feedback.

Che cosa può fare il dirigente

Presidiare con rigore ciò che la norma già prevede, costruire un sistema di feedback formativo non sanzionatorio (osservazione fra pari, portfolio, autovalutazione), collegare la formazione agli esiti, usare i criteri del comitato in modo trasparente.

Errori da evitare

  • Introdurre valutazioni individuali con effetti non previsti dall’ordinamento.
  • Confondere valutazione della scuola e valutazione dei singoli docenti.

Collegamenti

comitato-valutazione-docenti · valutazione-dirigenti-scolastici · valutazione-operato-docenti-responsabilita-dirigenziali