Traccia
Il Collegio discute se suddividere l’anno in due quadrimestri o in trimestri, se introdurre un «pagellino» intermedio e come garantire un numero congruo di valutazioni. Alcuni docenti sostengono che il numero di verifiche sia una scelta individuale. Il candidato chiarisca.
Quadro di riferimento
- Art. 2 e art. 1, c. 2 dlgs-62-2017; art. 4 dpr-275-1999 per l’autonomia didattica.
- Art. 7 dlgs-297-1994 per le competenze del Collegio; art. 2 dpr-249-1998 per la valutazione trasparente e tempestiva.
Impostazione della risposta
- Chi decide: la suddivisione dell’anno in periodi è deliberata dal Collegio dei docenti; i criteri e le modalità di valutazione sono deliberati dal Collegio e inseriti nel PTOF.
- Il numero delle verifiche non è scelta individuale: la libertà di insegnamento riguarda metodi e strumenti, non la garanzia di un numero congruo di elementi valutativi, che discende dal diritto dello studente a una valutazione trasparente e dal dovere di documentare il percorso.
- Comunicazioni intermedie: sono utili quando anticipano le difficoltà in tempo per intervenire; il documento intermedio ha senso se accompagnato da indicazioni di recupero, non come semplice anticipazione di voti.
- Trasparenza: criteri pubblicati, restituzione tempestiva delle verifiche, registro elettronico aggiornato. La tempestività è parte della valutazione formativa: un voto comunicato dopo un mese non serve a nessuno.
- Ruolo del dirigente: monitorare l’attuazione delle delibere, intervenire con i coordinatori quando emergono scostamenti, riportare i dati al Collegio.
Atti da produrre
Delibera sulla suddivisione dell’anno e sui criteri, sezione del PTOF, indicazioni sui tempi di restituzione, monitoraggio del dirigente.
Errori da evitare
- Lasciare il numero di valutazioni alla discrezione individuale.
- Comunicazioni intermedie senza indicazioni operative.
- Non monitorare l’attuazione.
Collegamenti
criteri-valutazione-collegio · valutazione-apprendimenti · valutazione-operato-docenti-responsabilita-dirigenziali