Sommario
Dispensa della lezione 1.3, tenuta da Andrea Benassi (INDIRE). Distingue l’innovazione sporadica dall’innovazione sistemica, che riguarda l’intera istituzione scolastica e si realizza attraverso due processi distinti e interdipendenti: la messa a sistema (processo organizzativo guidato dal dirigente e dal suo staff) e il radicamento (processo sociale e comportamentale della comunità docente). Un terzo blocco individua le dieci dimensioni su cui l’innovazione sistemica deve estendersi, sette derivate dal framework europeo DigCompOrg e tre aggiunte da INDIRE.
Natura del documento
Rielaborazione testuale della videolezione a partire da trascrizione normalizzata, slide e bibliografia ufficiale. Non è fonte del diritto: valore formativo e di ricerca educativa; le definizioni chiave sono attribuite dalle slide a [INDIRE, 2024]. Il documento segnala con (slide) i contenuti non sviluppati nel parlato e riporta i minutaggi. Conversione «gia markdown».
Punti chiave
- Due definizioni di innovazione: «l’introduzione con successo di un nuovo oggetto o metodo» (Brewer e Tierney, 2012) e la definizione dell’Oslo Manual (2018) fondata sulla «differenza significativa» rispetto ai prodotti o processi precedenti. Conseguenza operativa: «non tutto quello che facciamo per migliorare a scuola è necessariamente innovazione».
- Tipi e direzioni: innovazione evolutiva (per step) o rivoluzionaria (cambio del modo di fare); top-down (calata dall’alto, come le Indicazioni nazionali, più regolata e in alcuni casi normata) o bottom-up (da classi, docenti, reti di scuole).
- Innovazione educativa (INDIRE, 2024): fenomeno che introduce trasformazione per risolvere una condizione problematica o rispondere a un bisogno, a livello di classe, istituzione scolastica o sistema educativo. La lezione si concentra sull’istituzione scolastica.
- Messa a sistema: processo organizzativo dell’istituzione scolastica — «non del singolo insegnante, non di un gruppo di insegnanti» — per integrare operativamente l’innovazione nelle pratiche esistenti; può essere autonoma o inserita in iniziative territoriali, nazionali o internazionali; si considera consolidata solo quando si riflette in un radicamento. Fasi (modello Murray et al., 2010): definizione, proposta, prototipazione, sostegno, diffusione.
- Radicamento: consolidamento dell’innovazione da parte della comunità scolastica, teso a modificare le routine professionali; condizione è l’interiorizzazione a livello comportamentale, valoriale, affettivo e identitario. Fasi (Rogers, 2014): conoscenza, persuasione, decisione, implementazione, conferma. Il radicamento può precedere la messa a sistema, nei casi di innovazione nata dal basso.
- Governance e government (Rosenau & Czempiel, 1992): la governance è «un sistema di regole che funziona solo se viene accettato dalla maggioranza», il government «può funzionare anche di fronte a un’opposizione diffusa»; da qui la necessità, per la scuola, di curare il radicamento oltre all’organizzazione.
- Dieci dimensioni: governance e leadership, didattica, sviluppo professionale, valutazione, curricolo, collaborazione, infrastruttura (le sette di DigCompOrg), più internazionalizzazione, benessere e tempo. Il tempo è presentato come cardine dell’innovazione al pari dello spazio: è spesso il modo in cui è gestito a impedire certe innovazioni.
Norme richiamate
Nessuna norma citata con estremi. Un solo richiamo generico, a titolo di esempio di innovazione top-down, alle Indicazioni nazionali (dm-254-2012-indicazioni-nazionali per il primo ciclo; dm-211-2010 per i licei).
Entità e concetti
indire, autonomia-scolastica, curricolo, dirigenza-scolastica, digitalizzazione-scuola, valutazione-apprendimenti. Senza pagina propria: «innovazione sistemica», «messa a sistema», «radicamento», «DigCompOrg», «governance dell’innovazione», «figure di sistema».
Citazioni testuali rilevanti
«Un processo organizzativo ad opera di un’istituzione scolastica, teso ad integrare operativamente un’innovazione educativa nel sistema delle pratiche esistenti» (INDIRE, 2024)
«Condizione del radicamento è l’interiorizzazione dell’innovazione a livello comportamentale, valoriale, affettivo e identitario» (INDIRE, 2024)
«Una scuola può organizzare quanto vuole, può regolare quanto vuole un’innovazione, ma questa azione non sarà efficace se la comunità … non le va dietro.»
Uso per il dirigente scolastico
Dà un lessico preciso per distinguere ciò che la scuola ha organizzato (delibere, orari, gruppi di lavoro) da ciò che il collegio ha effettivamente fatto proprio: distinzione utile nella progettazione del PTOF, nel piano di miglioramento e nella rendicontazione, dove l’innovazione dichiarata e quella praticata spesso non coincidono. Le dieci dimensioni funzionano come griglia di autoanalisi. È un modello di ricerca, non una fonte di obblighi: nessuna delle fasi descritte corrisponde a un adempimento.
Domande aperte
- Le definizioni attribuite a [INDIRE, 2024] non hanno riferimento bibliografico completo nelle fonti della lezione.
- Il rapporto fra le dieci dimensioni e gli strumenti istituzionali di autovalutazione (RAV, piano di miglioramento) non è esplicitato.
- Non è indicata la versione del framework DigCompOrg utilizzata.