Sommario

Dispensa di studio della videolezione 3.3 del corso INDIRE FOVI, relatrici Sara Mori e Francesca Storai (INDIRE). Costruisce un percorso dalla definizione di gruppo (Lewin) al gruppo di lavoro, al ciclo di vita di Tuckman, alla leadership e al conflitto, fino al clima scolastico, ai dati Eurydice 2021 sullo stress dei docenti e alle quattro forme di collaborazione di Hargreaves e O’Connor; chiude sul ruolo strategico delle figure di sistema.

Natura del documento

Rielaborazione testuale della videolezione, costruita su slide, trascrizione automatica normalizzata e bibliografia della lezione. Non è fonte del diritto: valore formativo e orientativo. La nota metodologica dichiara che i contenuti presenti solo nelle slide sono marcati (slide) e che le discrepanze di datazione fra slide e bibliografia (Marocci 2000/2011; «Novare, 2003» / Novara 2014) sono segnalate e non risolte.

Punti chiave

  • Definizione di gruppo (Lewin, 1951): «qualcosa di più o, per meglio dire, qualcosa di diverso dalla somma dei suoi membri»; essenza l’interdipendenza, «totalità dinamica». Punti essenziali (Piermari et al., 2007): concetto di tutto, interdipendenza, dinamica, equilibrio fra coesione e disintegrazione, obiettivo comune. Altre definizioni: Doise et al. (1980); «il gruppo è mentalità» (Spaltro, 1985).
  • Classificazione dei gruppi (Cooley 1909; De Grada 1999): per legami, primari (affettivi) e secondari (orientati a un obiettivo); per struttura, formali (ruoli e norme dall’esterno) e informali. Le slide pongono le due domande critiche: quando i gruppi secondari diventano anche primari e quando il confine fra formale e informale si fa labile; nel parlato ciò spiega perché le informazioni passino «per amicizia e non per i canali ufficiali».
  • Contenuti e processi (Quaglino et al., 1992): il contenuto è ciò su cui si lavora e deve essere esplicito e condiviso; i processi sono relazioni e dinamiche interne, per lo più impliciti, e sono quelli a cui si presta meno attenzione.
  • Gruppo di lavoro (Bertani, 2007): obiettivi condivisi strutturati in funzione del compito, ruoli precisi, lavoro congiunto, dimensioni non ampie (non più di 15-20 persone (slide)); in sintesi «impegno cognitivo ed emotivo verso un obiettivo comune».
  • Il team come «cinghia di trasmissione» (Marocci): dall’organizzazione all’individuo e dall’individuo all’organizzazione.
  • Ciclo di vita del gruppo (Tuckman, 1965): forming (orientamento), storming (conflittualità e censimento delle risorse interne), norming (coesione e nascita della cultura di gruppo), performing (strutturazione, senso di appartenenza, gestione del potere). Il passaggio decisivo è fra la seconda e la terza fase: solo affrontando i conflitti si arriva alla coesione.
  • Leadership: competenza trasversale sviluppabile (Goleman, 2004), processo di interazione sociale (Humphrey, 2002; Pirola-Merlo et al., 2002), con forte base emotiva; cinque tipologie di leader (visionario, democratico, esigente, organizzatore, autoritario); ruolo che nasce spontaneamente in ogni gruppo (Levine e Moreland, 1990). Nel parlato: la leadership esiste perché gli altri la riconoscono.
  • Conflitto: diverso dalla violenza — nel conflitto l’intenzione è affrontarlo mantenendo il rapporto, nella violenza risolverlo eliminando l’altro; il conflitto è possibilità di crescita ed elemento essenziale della relazione; «la pace è dovuta alla gestione del conflitto, non all’assenza di questo».
  • Clima: insieme di opinioni, percezioni e sentimenti dei membri sulla qualità dell’ambiente del gruppo (Bertani, 2007); «percezioni molari» (Marocci, 2000); clima scolastico come qualità della vita nell’istituto e nella classe (Gini, 2014). Metafora meteorologica per «misurare la temperatura» del team; rischio burn-out nelle tre componenti di Maslach e Jackson (1986): esaurimento emotivo, depersonalizzazione, scarso sentimento di realizzazione personale. Attori diversi hanno «termometri diversi».
  • Dati Eurydice (2021): stress più alto correlato a più di cinque anni di esperienza, contratto a tempo indeterminato, classe problematica; stress più basso correlato ad autoefficacia nella gestione del comportamento e nella motivazione degli studenti, senso di autonomia, clima scolastico collaborativo.
  • Quattro forme di collaborazione (Hargreaves e O’Connor, 2018) sugli assi fiducia/precisione: nessuna collaborazione (bassa/bassa), collaborazione imposta dall’alto (bassa/alta), collaborazione informale (alta/bassa), professionalità collaborativa (alta/alta), che non è una tipologia ma una professionalità che si costruisce negli anni e richiede dialogo profondo, feedback schietto e indagine collaborativa continua.
  • Ruolo delle figure di sistema nella scuola autonoma: promuovere una cultura collaborativa e rafforzare la fiducia nelle relazioni professionali, tenendo conto di tre vincoli — comprendere il contesto, valorizzare le competenze dei colleghi («la competenza giusta per il gruppo giusto»), valutare il carico di lavoro dei colleghi.

Norme richiamate

Nessuna norma citata nel testo. L’espressione «scuola autonoma» compare nelle slide senza riferimento al d.P.R. 275/1999.

Entità e concetti

figure-di-sistema · dirigenza-scolastica · organi-collegiali · autonomia-scolastica · collegio-docenti · consiglio-classe · indire Senza pagina nel wiki: gruppo di lavoro e dinamiche di gruppo, ciclo di Tuckman, clima scolastico, burn-out, conflitto e negoziazione, professionalità collaborativa, autoefficacia, Eurydice.

Citazioni testuali rilevanti

«Il gruppo è qualcosa di più o, per meglio dire, qualcosa di diverso dalla somma dei suoi membri […]. Quel che ne costituisce l’essenza […] è l’interdipendenza. Essa può essere vista come una totalità dinamica» (Kurt Lewin, 1951; tr. it., p. 125).

«La pace è dovuta alla gestione del conflitto, non all’assenza di questo.»

«I livelli di stress sono più bassi in ambienti scolastici percepiti come collaborativi, dove gli insegnanti si sentono sicuri nel motivare gli studenti e nel gestirne il comportamento, e godono di autonomia nel loro lavoro» (Eurydice, 2021, citato nelle slide).

Uso per il dirigente scolastico

È la parte del modulo più direttamente spendibile nella gestione quotidiana: composizione e dimensionamento dei gruppi di lavoro, lettura delle fasi di un team appena costituito, gestione del conflitto fra docenti senza ricorrere subito alla via formale, attenzione al carico di incarichi nella distribuzione delle nomine. Per il concorso fornisce il lessico per i casi su clima, conflitti interni al collegio e benessere organizzativo. Materiale psico-organizzativo: quando il conflitto trascende in comportamenti rilevanti sul piano disciplinare o in situazioni di stress lavoro-correlato, la cornice applicabile diventa quella del CCNL, del d.lgs. 165/2001 e del d.lgs. 81/2008, che la dispensa non tratta.

Domande aperte

  • Discrepanze di datazione segnalate ma non risolte: Marocci 2000 nelle slide e 2011 in bibliografia; «Novare, 2003» nelle slide e Novara 2014 in bibliografia.
  • Gli autori citati solo nelle slide (Lewin, Piermari, Doise, Cooley, De Grada, Quaglino, Bertani, Tuckman, Goleman, Humphrey, Pirola-Merlo, Levine e Moreland, Gini, Maslach e Jackson) non hanno riferimento bibliografico completo nelle fonti del corso.
  • Il parlato generalizza a «anni di esperienza» quello che la slide Eurydice specifica come «più di 5 anni».