Traccia

Il dirigente propone di utilizzare gli strumenti dell’autonomia per diversificare l’offerta: articolazione flessibile dell’orario, gruppi di livello temporanei, unità orarie ridotte con recupero, settimana corta. Parte del Collegio teme complicazioni e la RSU chiede il confronto. Il candidato illustri il quadro.

Quadro di riferimento

Impostazione della risposta

  1. Che cosa consente l’autonomia: adattamento del calendario, articolazione flessibile dell’orario complessivo, unità di insegnamento non coincidenti con l’ora (con obbligo di recupero delle frazioni), attivazione di gruppi di livello o per classi aperte, aggregazione di discipline in aree, quota di curricolo di istituto.
  2. Vincoli: il monte ore annuale ordinamentale non può essere ridotto; le frazioni orarie non svolte vanno recuperate con attività equivalenti; il calendario regionale e i 200 giorni restano riferimento.
  3. Competenze: il Collegio delibera gli aspetti didattici, il Consiglio di istituto quelli organizzativi generali, il dirigente adotta gli atti di gestione; sugli aspetti che incidono sull’organizzazione del lavoro valgono informazione e confronto con le RSU.
  4. Gestire le resistenze: partire da una sperimentazione circoscritta, con verifica dopo un periodo definito; portare dati e non solo intenzioni.
  5. Comunicare alle famiglie in tempo utile, soprattutto se cambia l’orario settimanale.
  6. Verificare gli effetti su apprendimenti, frequenza e organizzazione, e correggere.

Atti da produrre

Progetto di flessibilità, delibere di Collegio e Consiglio, informazione e confronto sindacale, comunicazione alle famiglie, piano di recupero delle frazioni orarie, monitoraggio.

Errori da evitare

  • Ridurre di fatto il monte ore.
  • Introdurre modifiche senza passaggio negli organi e senza confronto sindacale.
  • Sperimentare senza verifica.

Collegamenti

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