Traccia
Uno studente maggiorenne con DSA chiede di rinunciare al PDP perché «non vuole essere trattato diversamente»; i genitori si oppongono e chiedono che le misure siano mantenute. Il candidato illustri come procede il dirigente.
Quadro di riferimento
- legge-170-2010 e dm-5669-2011-dsa; artt. 2 e 316 c.c. per la capacità di agire (codice-civile).
- gdpr-regolamento-ue-2016-679 per i diritti dell’interessato maggiorenne.
- dpr-249-1998 per i diritti degli studenti.
Impostazione della risposta
- Chi decide: con la maggiore età lo studente esercita in proprio i diritti. La richiesta va presa in considerazione come manifestazione di volontà del diretto interessato; i genitori non possono imporre misure contro la sua volontà, salvo situazioni di incapacità accertata.
- Ascoltare prima di decidere: colloquio con lo studente per comprendere la ragione del rifiuto, che spesso è il timore dello stigma davanti alla classe, non il rifiuto degli strumenti.
- Soluzioni intermedie: mantenere strumenti compensativi poco visibili o generalizzati alla classe (formulari per tutti, tempi più distesi, materiali digitali), rimodulare il PDP invece di eliminarlo.
- Formalizzare: se lo studente conferma la rinuncia, va acquisita per iscritto, con l’indicazione che le misure restano disponibili e riattivabili in qualsiasi momento, anche in sede d’esame. Il PDP non si distrugge: resta agli atti.
- Informare i genitori del quadro giuridico, senza esporre i contenuti riservati che lo studente maggiorenne non intende condividere, e curando la mediazione.
- Esame di Stato: se la rinuncia permane, va documentata; se lo studente cambia idea, le misure vanno ripristinate per tempo.
Atti da produrre
Verbale del colloquio, eventuale rinuncia scritta, PDP rimodulato o sospeso, comunicazione ai genitori, documentazione per l’esame.
Errori da evitare
- Ignorare la volontà dello studente maggiorenne.
- Eliminare il PDP senza atto scritto.
- Comunicare ai genitori contenuti riservati contro la volontà dell’interessato.