Traccia

Il Piano di miglioramento prevede l’introduzione di metodologie innovative per migliorare gli esiti. Dopo un anno nulla è cambiato nelle pratiche d’aula. Il candidato illustri come procede il dirigente.

Quadro di riferimento

Impostazione della risposta

  1. Capire perché non è cambiato nulla: le cause ricorrenti sono obiettivi generici, assenza di tempo dedicato, mancanza di strumenti condivisi, nessuna verifica, formazione teorica senza accompagnamento.
  2. Ridurre l’ambizione e aumentare la concretezza: una metodologia, due discipline, un periodo definito, materiali pronti. Un PdM che dice «introdurre metodologie innovative» non è attuabile.
  3. Condizioni organizzative: ore dedicate nel piano annuale delle attività, compresenze con l’organico del potenziamento, spazi adeguati, dipartimenti funzionanti.
  4. Accompagnamento: formazione in situazione, osservazione fra pari, figure di sistema, documentazione delle pratiche.
  5. Verifica intermedia: non attendere l’anno successivo; rilevare a metà percorso che cosa è stato effettivamente fatto, con dati semplici (numero di UdA realizzate, classi coinvolte).
  6. Riconoscere il lavoro: valorizzazione dei docenti coinvolti, disseminazione interna, visibilità nella rendicontazione.
  7. Se non funziona ancora: cambiare azione, non ripetere la stessa nel PdM successivo.

Atti da produrre

Revisione del PdM con azioni concrete, calendario delle attività, format condivisi, monitoraggio intermedio, documentazione delle pratiche.

Errori da evitare

  • Obiettivi generici nel PdM.
  • Formazione senza accompagnamento.
  • Nessuna verifica prima della fine dell’anno.

Collegamenti

rav-piano-miglioramento · didattica-per-competenze · piano-di-formazione-di-istituto