Traccia

Il piano di formazione dell’istituto si è ridotto negli anni a un elenco di corsi proposti da enti esterni, con adesioni individuali e nessuna ricaduta verificabile. Il dirigente vuole ricostruirlo. Il candidato illustri come procede.

Quadro normativo

Impostazione della risposta

  1. Partire dai bisogni, non dall’offerta: il piano si costruisce sulle priorità del RAV e del Piano di miglioramento, integrate da una rilevazione dei bisogni dei docenti.
  2. Competenze: il Collegio delibera il piano, che confluisce nel PTOF; il dirigente ne cura l’attuazione e può individuare priorità nell’atto di indirizzo.
  3. Vincoli da rispettare: le attività obbligatorie previste da norme specifiche — sicurezza (dlgs-81-2008), inclusione per i docenti non specializzati, transizione digitale nei percorsi PNRR — non sono opzionali e vanno distinte dalle attività opzionali.
  4. Formati efficaci: ricerca-azione, osservazione fra pari, comunità di pratica, formazione interna con docenti esperti. La disseminazione dev’essere prevista prima dell’autorizzazione: chi partecipa a una formazione esterna si impegna a restituirla ai colleghi.
  5. Risorse: fondi di istituto, reti di ambito, risorse PNRR, Erasmus+; iscrizione nel programma annuale e incarichi formalizzati.
  6. Verifica della ricaduta: indicatori definiti in partenza (pratiche adottate, materiali prodotti, esiti degli studenti), monitoraggio e rendicontazione al Collegio.

Atti da produrre

Rilevazione dei bisogni, delibera del Collegio, sezione del PTOF, autorizzazioni con impegno di disseminazione, incarichi, monitoraggio della ricaduta.

Errori da evitare

  • Piano come elenco di corsi esterni.
  • Nessuna verifica della ricaduta.
  • Confondere formazione obbligatoria e facoltativa.

Collegamenti

rav-piano-miglioramento · atto-indirizzo-dirigente · ptof