Sommario

Slide della videolezione 1.2 «Il progetto di scuola: dal micro al macro», tenuta da Elisabetta Mughini (dirigente di ricerca INDIRE), Daniela Venturi (dirigente scolastica dell’ISI Pertini di Lucca) e Aluisi Tosolini (filosofo dell’educazione). La lezione sostiene che l’organizzazione scolastica e il suo management — il livello meso — sono la chiave della trasformazione sistemica, e che l’autonomia è la condizione entro cui si attivano processi reali di innovazione e miglioramento.

Natura del documento

Set di slide di videolezione, convertito da PDF con pdftotext; gli schemi a riquadri sono resi come blocchi di testo accostati e vanno letti con cautela. Non è fonte del diritto: valore formativo.

Punti chiave

  • Tre obiettivi dichiarati: fornire gli elementi per partecipare alla costruzione dell’identità di scuola; trattare il management della scuola come organizzazione complessa; esplicitare le ricadute della figura di sistema nello svolgimento della propria funzione.
  • I tre livelli: micro (classe: interazioni, processi di apprendimento, didattica), meso (scuola: organizzazione e gestione, politiche locali e regionali, relazioni fra scuole e comunità, reti), macro (Paese e società: politiche educative, tendenze nazionali e internazionali, fattori socio-economici e culturali).
  • Le figure di sistema «connettono le dimensioni Micro-Meso e Macro», progettano con il dirigente scolastico, lo staff e la comunità educante, e sostengono dialogo, rilevamento dei bisogni, feedback, narrazione e documentazione.
  • La scuola come organizzazione complessa per tre ragioni: natura insieme pedagogica e organizzativa; collegialità delle principali decisioni (il collegio dei docenti, posto come interrogativo: «vincolo o strumento di decisioni diffuse e condivise?»); moltiplicazione delle figure (tutor orientamento, figure strumentali, figure di plesso, animatore digitale, tutor neoassunti).
  • Richiamo a Karl Weick e al loose coupling: la scuola come organizzazione a legami deboli.
  • La missione della scuola è ancorata alla costituzione: «rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana», con rinvio all’art. 3, comma 2.
  • Visione UNESCO 2021 e la duplice sfida (mantenere la promessa del diritto all’istruzione di qualità; realizzare il potenziale trasformativo dell’educazione).
  • La scuola come sistema «estroflesso»: operazione culturale (middle management, partecipazione, lavoro in team e in rete), dimensione organizzativa (co-progettazione, spazi condivisi, gestione flessibile del tempo), integrazione nel sistema educativo.
  • Quattro condizioni per un approccio organizzativo evolutivo: empatia, fiducia, motivazione; organizzazione flessibile e sperimentazione continua; comunicazione efficace e documentazione delle buone pratiche; formazione continua.
  • Il management della complessità: la scuola come «macchina non banale» (von Foerster) e sistema complesso adattivo; l’approccio narrativo; il passaggio da «Design & Implementation» a «Evaluation & Exploitation», con il principio «try and learn» (azione-apprendimento-adattamento).
  • L’esperienza dell’ISI Pertini di Lucca come caso: formazione al centro, struttura flessibile, sperimentazione continua, pratiche riflessive e autovalutazione anche fra gli studenti, uso di focus group e questionari.

Norme richiamate

  • Costituzione, art. 3, comma 2 — la missione della scuola è ricondotta al compito di rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana. Vedi costituzione.

Entità e concetti

Citazioni testuali rilevanti

“L’Autonomia è la condizione entro cui si possono attivare reali processi d’innovazione e di miglioramento.”

“Ogni scuola elabora la propria identità costruendo la propria storia, e la costruisce quotidianamente narrandola!”

Uso per il dirigente scolastico

È la lezione del modulo più vicina al mestiere: dà un lessico per descrivere la propria organizzazione e per motivare la delega a figure di sistema. Va tenuta ferma una distinzione che le slide non fanno: la «collegialità» evocata come tratto culturale corrisponde a competenze che la legge attribuisce in modo preciso agli organi collegiali, e il «try and learn» non attenua l’obbligo di procedimento e di motivazione degli atti.

Domande aperte

  • Le slide attribuiscono a «De Toni, 2024» passaggi che compaiono nell’articolo del 2021 fornito nella stessa lezione.
  • «Watzlawich» e «Von Foerster» sono resi con grafie variabili nei materiali.
  • L’elenco delle figure (tutor orientamento, figure strumentali, animatore digitale, tutor neoassunti) mescola istituti con basi giuridiche diverse, senza indicarle.