Traccia

Nella classe in cui si sperimenta la didattica digitale sono presenti un’alunna con disabilità visiva, due studenti con DSA e alcuni studenti privi di connessione a casa. I docenti chiedono come procedere. Il candidato illustri le azioni del dirigente.

Quadro di riferimento

Impostazione della risposta

  1. Accessibilità come requisito, non come adattamento successivo: piattaforme e materiali devono essere accessibili fin dalla scelta. Acquistare uno strumento non accessibile e poi «adattarlo» è più costoso e meno efficace.
  2. Disabilità visiva: compatibilità con screen reader, materiali in formato testo strutturato, descrizioni delle immagini, ausili specifici richiesti nel PEI; coinvolgimento del GLO nella scelta degli strumenti.
  3. DSA: strumenti compensativi digitali (sintesi vocale, mappe, correttori), coerenti con i PDP; il digitale è spesso la via più semplice per la compensazione.
  4. Divario di accesso: dotazioni in comodato d’uso gratuito con criteri deliberati, connettività, spazi aperti a scuola in orario extracurricolare. Il divario digitale è anche una questione di equità, non solo tecnica.
  5. Progettazione universale: materiali pensati per essere utilizzabili da tutti riducono la necessità di adattamenti individuali.
  6. Formazione dei docenti su accessibilità e strumenti compensativi; verifica periodica con gli utenti.

Atti da produrre

Criteri di accessibilità per gli acquisti, regolamento del comodato, aggiornamento di PEI e PDP con gli strumenti digitali, piano di formazione, verifica dell’accessibilità dei materiali.

Errori da evitare

  • Scegliere piattaforme senza verificare l’accessibilità.
  • Distribuire dispositivi senza criteri.
  • Considerare l’accessibilità un problema del solo docente di sostegno.

Collegamenti

inclusione-scolastica · digitalizzazione-scuola · pdp-dsa