Sommario
Glossario di undici voci che accompagna le lezioni 1.1 e 1.2 del modulo «Visione ecosistemica della scuola» del corso INDIRE FOVI. È curato da Giuseppina Rita Jose Mangione, Giuseppina Cannella ed Elisabetta Mughini (INDIRE), con i contributi di Aluisi Tosolini e Daniela Venturi, esperti intervenuti nel video 1.2. Ogni voce dà etimologia, interpretazione e riferimenti bibliografici di base; l’obiettivo dichiarato è fornire alle figure di sistema un lessico comune per leggere la scuola come ecosistema.
Natura del documento
Materiale didattico di supporto (nota terminologica) di un corso di formazione in servizio, convertito da PDF con pdftotext. Non è fonte del diritto: ha valore formativo e definitorio interno al percorso. Nella conversione sono caduti molti accenti (si legge «e» per «è», «complessita» per «complessità»): le citazioni vanno ricontrollate sull’originale prima di essere riprodotte.
Punti chiave
- Voce 1 — Ecologia dell’educazione: ambito di ricerca che legge il contesto educativo come parte di un sistema più ampio di influenze sociali, culturali, politiche ed economiche (riferimenti OECD 2013 e 2015).
- Voce 2 — Ecosistema scuola: la scuola come organismo vivente in equilibrio dinamico tra forze interne ed esterne; il modello è attribuito a Bronfenbrenner e ripreso dall’OECD, con richiami a Morin e Biesta.
- Voci 3-5 — Livelli ecosistemici: microsistema (relazioni pedagogiche delle unità organiche: classe, casa, informale), mesosistema (organizzazione e gestione della scuola, raccordo con le politiche locali e regionali, reti fra scuole), macrosistema o metasistema (politiche educative, indirizzi strategici e normative, anche internazionali).
- Voce 6 — Figure di sistema: ruoli chiave interni alla scuola; la nota richiama la lettura di Cerini sul passaggio da un modello «a pettine» (il DS e i docenti esecutori) a un’articolazione fra funzioni operative pensanti e funzioni tecnico-specialistiche e organizzative (middle management).
- Voce 7 — Ecosistemi di rete: distinzione fra weakly-connected learning system e strongly-connected learning system.
- Voce 8 — Research engaged school: capacità della scuola di prendere parte alla ricerca, favorita dai partenariati ricercatori-pratici (PRP) e dal professional learning (Godfrey & Handscomb, 2019).
- Voce 9 — Reti di scuole: unica voce con ancoraggio normativo esplicito; distingue reti di ambito e reti di scopo.
- Voce 10 — Comunità di pratica: le tre caratteristiche di Wenger (dominio, comunità, pratiche).
- Voce 11 — Transforming education: le cinque action track del Vertice ONU «Transforming Education. Building our future» di settembre 2022 e il nesso con il rapporto UNESCO 2021.
Norme richiamate
- D.P.R. 275/1999, art. 7 — reti di scuole; accordi per attività didattiche, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento, di amministrazione e contabilità, ferma l’autonomia dei bilanci (voce 9) → dpr-275-1999
- Legge 107/2015, art. 1, commi 70, 71, 72 e 74 — base delle reti di ambito e di scopo (voce 9) → legge-107-2015
- Nota MIUR prot. n. 2151 del 7 giugno 2016, «Indicazioni per la formazione delle reti» — distinzione fra reti di ambito e reti di scopo (voce 9). Pagina wiki non presente.
Entità e concetti
- mim (richiamato indirettamente come livello macro)
- autonomia-scolastica · organico-autonomia · dirigenza-scolastica
- accordi-di-rete
- Concetti introdotti dal documento e privi di pagina wiki: ecosistema scuola, livelli micro/meso/macro/eso, figure di sistema, research engaged school, comunità di pratica, ecosistemi di rete, transforming education.
- Enti citati e privi di pagina
entity/: INDIRE, OECD/OCSE, UNESCO, ONU.
Citazioni testuali rilevanti
“Il D.P.R. 275/1999, Regolamento dell’autonomia scolastica, ha introdotto con l’art. 7 le Reti di scuole per consentire alle istituzioni scolastiche di ampliare, migliorare o potenziare l’offerta formativa, nell’ambito della loro autonomia organizzativa e didattica.” (voce 9)
“RETI DI AMBITO hanno un carattere generale, riuniscono stabilmente tutte le scuole statali o paritarie di un ambito territoriale.” (voce 9)
“Una comunita di pratica non e semplicemente un club di amici o una rete di connessioni tra persone. Essa ha definito una identita condivisa intorno a un dominio di interesse.” (voce 10; accenti persi nella conversione)
Uso per il dirigente scolastico
Serve come glossario di lavoro per impostare l’atto di indirizzo, il PTOF e la costruzione di reti: fissa in modo ordinato il lessico con cui oggi si discute di middle management e di scuola in ricerca. Sul piano giuridico l’unica parte utilizzabile è la voce 9 sulle reti, che va comunque letta sul testo del d.P.R. 275/1999 e della legge 107/2015; il resto è lessico pedagogico-organizzativo, non normativo.
Domande aperte
- La voce 6 attribuisce a Cerini la metafora del modello «a pettine» senza indicare l’opera: riferimento non verificabile nel documento.
- La nota MIUR 2151/2016 non è acquisita in
raw/: la distinzione reti di ambito / reti di scopo va riscontrata sul testo originale. - Le voci 1-8 e 10-11 non hanno ancoraggio normativo: non vanno usate come se definissero istituti giuridici.