Sommario
Articolo scientifico di Rudi Bartolini, Giuseppina Rita Jose Mangione e Chiara Zanoccoli (INDIRE), pubblicato in Formazione & Insegnamento, XX-2-2022, pp. 14-35 (doi 10.7346/-fei-XX-02-22_02). Ricostruisce lo scenario socio-territoriale delle piccole scuole, propone il passaggio dal «modello educativo dominante» alla scuola di comunità con i relativi modelli internazionali e costrutti teorici, e analizza la diffusione e il contenuto dei patti educativi di comunità nell’ambito del progetto STeP.
Natura del documento
Articolo scientifico di area pedagogica, sottoposto a revisione editoriale: non è fonte del diritto; valore conoscitivo e interpretativo in senso scientifico, non giuridico. Conversione dichiarata nel frontmatter: pdftotext; il testo è leggibile, con note a piè di pagina inserite nel corpo e figure non riproducibili (restano le didascalie).
Punti chiave
- Base normativa della diffusione dei patti: «Se con il Piano Scuola 2020/21 sono stati introdotti i Patti educativi di comunità […] quale strumento per promuovere o rafforzare l’alleanza educativa tra scuola e il territorio, è con l’articolo 32 del DL 104/2020 che è stato previsto il loro finanziamento», con risorse destinate agli uffici scolastici regionali per «ampliare la permanenza a scuola degli allievi, alternando attività didattica ad attività ludico-ricreativa, di approfondimento culturale, artistico, coreutico, musicale e motorio-sportivo».
- Dati di diffusione: 676 patti finanziati con risorse ministeriali e gestiti dagli USR, dato ricostruito per circa metà delle regioni (hanno risposto 12 USR); l’Emilia-Romagna ne conta 217, seguono Sardegna, Puglia e Piemonte con oltre 90; Liguria, Lombardia e Abruzzo sono le regioni in cui più della metà dei patti ha interessato istituti con almeno una piccola scuola.
- Modelli internazionali di scuola di comunità: community schools, extended schools, integrated service, full service schooling; i tre approcci di Miller (1995): scuola come centro comunitario, curricolo centrato sullo studio della comunità, sviluppo dell’imprenditorialità rurale. Citata la definizione della Coalition for Community Schools statunitense.
- Costrutti teorici delle alleanze educative: sociologico (giustizia sociale e identità culturale, reconciliation), e gli altri afferenti alle scienze educative, politiche e urbanistiche.
- Progetto STeP («Scuole Territori e Prossimità. Per un’alleanza educativa nei piccoli e medi centri della provincia italiana»): analisi qualitativa del contenuto dei patti in tre ambiti territoriali policentrici e a bassa densità (nord: Asti, Cuneo, Savona, Alessandria, Torino; centro: Lodi, Mantova, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Pavia; sud: Taranto, Lecce, Brindisi), con riferimento alla Strategia Nazionale Aree Interne.
- Tre usi del patto individuati dall’analisi: risposta all’emergenza educativa post pandemica; strumento per rafforzare la coprogettazione; passaggio «da strumento operativo a visione di scuola». Le 25 esperienze analizzate sono collocate su un continuum in base al nucleo tematico «azioni didattiche».
- Casi documentati: I.C. di Barge (CN) con coprogettazione integrata nel Tavolo delle politiche sociali di Barge e Bagnolo Piemonte; I.C. Zimbalo con sei soggetti del territorio contro la povertà educativa e la dispersione; Savona, dove dal 2010 esiste un Patto per la Scuola e dal 2015 la Conferenza cittadina per la scuola.
- Conclusione: i patti mostrano «un cammino ancora non lineare ed incerto, ma anche promettente»; perché incidano, lo strumento deve «diventare un volano di innovazione istituzionalizzato».
Norme richiamate
Citati nel testo ma senza pagina nel wiki: art. 32 del D.L. 14 agosto 2020, n. 104 (finanziamento dei patti educativi di comunità) — da non confondere con il dl-104-2013 presente nel wiki, che è un atto diverso; Piano Scuola 2020-2021 (documento ministeriale). L’articolo rinvia inoltre alle linee guida ministeriali tramite URL, senza estremi.
Con pagina nel wiki: nessuna norma è citata con estremi riconducibili a pagine esistenti; il richiamo all’art. 1, c. 7, della legge-107-2015 compare nella versione del medesimo testo pubblicata nel volume La scuola di prossimità (fovi-6-1-art-scuola-di-prossimita), non in questo articolo.
Entità e concetti
usr (gestori territoriali dei finanziamenti ai patti) · autonomia-scolastica · curricolo
Senza pagina propria nel wiki: INDIRE, Osservatorio nazionale sui patti educativi, progetto STeP, Strategia Nazionale Aree Interne, Coalition for Community Schools; piccole scuole, forme scolaire, scuola di comunità, patto educativo di comunità, coprogettazione, povertà educativa.
Citazioni testuali rilevanti
«è con l’articolo 32 del DL 104/2020 che è stato previsto il loro finanziamento, che ha destinato le risorse agli uffici scolastici regionali perché sostenessero i Patti»
«La scuola in questo scenario è chiamata ad assumere un ruolo strategico e viene dotata, come abbiamo visto, di interessanti dispositivi come i “Patti educativi di comunità”.»
«Sarà però necessario che questo strumento possa diventare un volano di innovazione istituzionalizzato.»
Uso per il dirigente scolastico
È il testo del modulo che fornisce l’aggancio normativo mancante nella lezione: il finanziamento dei patti educativi di comunità passa dall’art. 32 del D.L. 104/2020 e dalla gestione degli USR, non dal solo Piano scuola. Utile anche come fonte di dati per un’analisi di contesto (diffusione regionale, incidenza sulle piccole scuole) e come repertorio di modelli organizzativi (tavoli delle politiche sociali, conferenze cittadine per la scuola) alternativi al patto in senso stretto. Il contenuto resta di ricerca pedagogica: la verifica delle norme citate va fatta sul testo vigente.
Domande aperte
- Il D.L. 104/2020 e la sua legge di conversione non sono presenti in
raw/normativa/: il riferimento all’art. 32 non è riscontrabile sul testo. - I dati sui 676 patti sono dichiarati parziali (risposta di 12 USR su 20) e riferiti al 2021-2022: non sono aggiornati.
- L’articolo non tratta gli aspetti amministrativi della stipula (organo competente, forma dell’atto, rapporti con il PTOF e con la disciplina dell’uso dei locali).