Sommario
Articolo di Katia Montalbetti e Cristina Lisimberti (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano), in Pedagogia Oggi, anno XVIII, n. 1/2020, pp. 309-322. Propone di leggere il rapporto scuola-famiglia con la categoria della soglia anziché con quella del confine: la soglia riconosce uno spazio di interconnessione fra i due contesti. I compiti a casa sono assunti come caso privilegiato, perché escono fisicamente e simbolicamente dalla scuola per entrare nella casa.
Natura del documento
Articolo scientifico di pedagogia sperimentale: non è fonte del diritto; valore teorico e metodologico. Conversione dichiarata nel frontmatter: pdftotext; il testo è leggibile, con note e intestazioni di rivista inserite nel corpo.
Punti chiave
- Distinzione fra confine (separa e identifica, ma può irrigidirsi in barriera) e soglia (spazio di interconnessione attraversabile): il cambio di categoria «non è affatto banale».
- La collaborazione scuola-famiglia è riconosciuta in letteratura come fattore del successo formativo, ma «la loro alleanza educativa si configura ancora come una meta a cui tendere»; si registra una vera e propria «crisi di partecipazione» e una «profonda frammentazione della relazione tra genitori ed insegnanti».
- Citazione di Milani: i genitori «sono definiti partner dell’azione educativa» solo sulla carta mentre «li troviamo spesso fuori dalla porta».
- Richiamo al filone anglofono sulle school barriers: ostacoli spesso pratici (trasporti, orari delle riunioni, differenze linguistiche e culturali) ma «determinanti e bloccanti».
- Tre pratiche individuate da Sergiovanni come collocate sulla soglia: riunioni programmatiche di inizio anno, compiti a casa, colloqui connessi alla valutazione in itinere e finale. Ciascuna può essere vissuta come adempimento formale o come occasione di co-progettazione.
- Nella logica del confine, «i docenti li esigono, li scelgono in nome della loro libertà di insegnamento e non sentono perciò l’esigenza di renderli oggetto di confronto»; la famiglia li considera «un’indebita ingerenza nel tempo/spazio familiare». Il rischio è che i compiti «perdano di senso ricadendo in una terra di nessuno».
- Richiamo alla tradizione pedagogica della comunità educante e al sistema formativo integrato, e alla prospettiva lifelong e lifewide.
- Conclusione: avviare un filone di ricerca empirica sulle rappresentazioni di genitori, insegnanti e alunni, per promuovere un reale engagement fra le parti.
Norme richiamate
Nessuna norma citata nel testo. L’articolo richiama la libertà di insegnamento come posizione soggettiva dei docenti, senza estremi normativi (nel wiki: costituzione, art. 33, e dlgs-297-1994).
Entità e concetti
curricolo · valutazione-apprendimenti · continuita-educativa · patto-corresponsabilita
Senza pagina propria nel wiki: confine e soglia, school barriers, comunità educante, sistema formativo integrato, parental engagement, compiti a casa.
Citazioni testuali rilevanti
«Se prevale la logica del confine, il rischio è che ognuno veda e legga i compiti soltanto in base alla propria prospettiva»
«nonostante le declaratorie e le buone pratiche legate a realtà specifiche, nella maggior parte dei servizi e delle scuole i genitori “sono definiti partner dell’azione educativa” […] “li troviamo spesso fuori dalla porta” (Milani, 2012, p. 27)»
Uso per il dirigente scolastico
Tocca un punto di attrito quotidiano — l’assegnazione dei compiti — e lo tratta come questione organizzativa e di relazione, non come questione di regole. Per la dirigenza è utile per impostare criteri condivisi in collegio e per il patto di corresponsabilità, tenendo presente che i compiti ricadono nella libertà di insegnamento del docente e non sono materia di prescrizione dirigenziale: la leva è il confronto collegiale e la comunicazione alle famiglie. Materiale pedagogico, privo di contenuto normativo.
Domande aperte
- L’articolo non affronta i profili regolativi dei compiti (indicazioni collegiali, carico di lavoro, periodi di sospensione) né cita atti ministeriali in materia.
- Il filone di ricerca empirica annunciato non è documentato nel testo distribuito: si tratta di un’impostazione, non di risultati.