Sommario
Capitolo di Giuseppina Cannella e Giuseppina Rita Jose Mangione (INDIRE) nel volume collettaneo La scuola di prossimità. Dimensioni, geografie e strumenti di un rinnovato scenario educativo (a cura di Chipa, Mangione, Greco, Orlandini, Rosa; Scholé – Morcelliana, 2022; ISBN 978-88-284-0513-9), realizzato nell’ambito del progetto di ricerca STeP finanziato con fondi FISR 2020 del Ministero dell’Università e della Ricerca. Il capitolo argomenta che l’apertura della scuola al territorio richiede un nuovo «contratto educativo sociale» e studia le forme di collaborazione multi-agenzia, con un approfondimento sull’Istituto Omnicomprensivo di Bobbio.
Natura del documento
Capitolo di volume scientifico, materiale di approfondimento del corso: non è fonte del diritto; valore scientifico e orientativo, non prescrittivo. Conversione dichiarata: pdftotext. Il testo estratto conserva la struttura in undici paragrafi e la bibliografia, ma le figure (gli otto tratti distintivi del modello educativo dominante, la mappa dei non teacher educators) sono presenti solo come didascalie; alcune tabelle risultano riordinate dalla conversione e vanno rilette sull’originale.
Punti chiave
- Parte dalla forme scolaire di Maulini e Perrenoud (2005) e dai suoi otto tratti distintivi, isolando il contratto didattico come dimensione da ripensare quando la scuola si apre al territorio.
- Riporta la definizione originale di contratto educativo «tipico» dei sistemi dominanti e sostiene che la visione di scuola di comunità la mette in discussione.
- Introduce i non teacher educators: specialisti e professionisti in aula, artigiani tutor nel service learning, genitori e membri della comunità, giovani volontari ed ex alunni, pari che svolgono attività didattica.
- Distingue quattro modi di lavorare fra agenzie: lavoro integrato (processi comuni per servizi di prima linea), multiprofessionale/multidisciplinare, congiunto (più agenzie su una specifica iniziativa), in partnership (le organizzazioni «si uniscono per realizzare qualcosa che non potrebbero fare da soli» e si assumono collettivamente la responsabilità).
- Usa una scala di partecipazione a cinque gradini (informarsi, consultare, decidere insieme, agire insieme, supportare) per misurare il coinvolgimento degli attori.
- Colloca le esperienze italiane nel solco del sistema formativo allargato di De Bartolomeis e del coordinamento finalizzato di Scurati, e indica nel Piano Scuola 2021 e nei patti educativi di comunità il dispositivo che ha riportato queste pratiche al centro.
- Osserva il caso dell’IO Bobbio (scuola aperta e scuola nel bosco) con approccio fenomenologico-trasformativo, raccogliendo la voce di docenti ed educatori in focus group.
- Nelle prospettive indica i requisiti dell’interprofessionalità: creazione di una lingua professionale comune, capacità di guidare il progetto educativo, negoziazione di alleanze locali ampie.
Norme richiamate
Nessuna norma scolastica è citata nel corpo del capitolo. Compaiono soltanto:
- Legge 22 aprile 1941, n. 633, art. 68, commi 4 e 5 (diritto d’autore), nella pagina dei diritti dell’editore: nessuna pagina nel wiki, e si tratta di un elemento redazionale, non di contenuto.
- Decreto Direttoriale n. 562 del 5 maggio 2020 del Ministero dell’Università e della Ricerca, citato come atto di finanziamento del progetto STeP (fondi FISR 2020): nessuna pagina nel wiki.
- Piano Scuola 2021 e patti educativi di comunità sono richiamati come dispositivi ministeriali, senza estremi: nessuna pagina nel wiki.
Entità e concetti
indire · mim · ente-locale-proprietario · ptof · autonomia-scolastica · curricolo
Senza pagina propria nel wiki: scuola di prossimità, multi-agency / interprofessionalità, non teacher educators, patti educativi di comunità, sistema formativo allargato, comunità educante, piccole scuole, progetto STeP.
Citazioni testuali rilevanti
«Il lavoro in partnership si riferisce ai processi che creano relazioni tra diversi gruppi di professionisti e servizi a diversi livelli, per ottenere risultati. […] La partnership si riferisce quindi a un modo di lavorare oltre che a una forma di organizzazione.»
«Una scuola allargata + una scuola che riconosce di non poter lavorare da sola per aiutare i bambini e i giovani a raggiungere il loro potenziale, e quindi decide di lavorare in collaborazione con altre agenzie interessate ai risultati per i bambini e i giovani, e con la comunità locale» (Piper, 2003, p. 2; il segno «+» è nel testo convertito, verosimilmente per «è»)
Uso per il dirigente scolastico
Dà un lessico preciso per distinguere i diversi gradi di collaborazione con i soggetti del territorio — informarsi, consultare, decidere insieme, agire insieme, supportare — che è esattamente ciò che si gioca nella stesura di un patto educativo di comunità o di una convenzione con associazioni ed enti. È materiale di ricerca: gli strumenti giuridici del partenariato (accordo di rete, convenzione, patto, affidamento) non vi sono trattati e vanno costruiti a parte, con il DSGA e verificando la copertura nel PTOF e nelle delibere degli organi collegiali.
Domande aperte
- Il capitolo non tratta i profili di responsabilità, vigilanza e sicurezza connessi alla presenza di adulti non docenti nelle attività didattiche.
- La conversione da PDF ha disordinato la tabella della scala di partecipazione, che compare due volte con i gradini in ordine inverso.
- La data del volume è incoerente nelle pagine convertite: copyright 2022, segnatura di stampa 2023.
- I «patti educativi di comunità» e il «Piano Scuola 2021» sono richiamati senza estremi: l’atto va reperito a parte.