Traccia

Durante un seminario il dirigente deve illustrare come l’inclusione degli alunni con disabilità sia affrontata nei sistemi educativi europei e quale sia la posizione italiana. Il candidato sviluppi il confronto.

Quadro di riferimento

Elementi di confronto

  1. Il modello italiano: dalla L. 517/1977 l’Italia ha abolito le classi differenziate e adottato l’inclusione piena nella classe comune, con il docente di sostegno contitolare. È il sistema con la quota più alta di alunni con disabilità in classi ordinarie in Europa.
  2. Altri modelli: sistemi con scuole speciali ancora diffuse, sistemi misti con classi speciali dentro la scuola ordinaria, sistemi che affidano il sostegno a figure esterne o a supporti temporanei anziché a un docente assegnato.
  3. Punti di forza italiani: piena partecipazione, contitolarità, PEI su base ICF, coinvolgimento della famiglia nel GLO.
  4. Criticità riconosciute: precarietà e turnover dei docenti di sostegno, disomogeneità nell’assistenza specialistica degli enti locali, rischio di delega al solo docente di sostegno.
  5. Convergenza europea: dalla integration alla inclusion, con attenzione a tutti i bisogni e non solo alla disabilità certificata, in linea con la Convenzione ONU.

Che cosa può fare il dirigente

Presidiare la contitolarità e la corresponsabilità del consiglio di classe, curare la continuità, investire nella formazione di tutti i docenti (dlgs-66-2017 art. 13), usare la valutazione della qualità dell’inclusione come leva di miglioramento, partecipare a progetti europei sul tema.

Errori da evitare

  • Presentare il modello italiano come perfetto o, al contrario, sottovalutarne il primato normativo.
  • Confondere inclusione e mera presenza nella classe comune.

Collegamenti

inclusione-scolastica · valutazione-qualita-inclusione · 2026-09-12-sistemi-educativi-europei-dati-comparati