Sommario

Dispensa della lezione 1.2, condotta da Elisabetta Mughini (dirigente di ricerca INDIRE) con Aluisi Tosolini (filosofo dell’educazione) e Daniela Venturi (dirigente scolastica dell’ISI Pertini di Lucca). Sostiene che l’organizzazione scolastica (livello meso) e l’autonomia siano la leva del cambiamento, che la scuola sia una «macchina non banale» da governare con un management della complessità e che il progetto di scuola si costruisca nel medio-lungo periodo attraverso la narrazione quotidiana e la comunità di pratiche. La terza parte traduce il discorso in otto passaggi operativi per costituire una comunità di pratiche, agganciati al DM 66/2023.

Natura del documento

Rielaborazione testuale della videolezione a partire da trascrizione normalizzata, slide e bibliografia ufficiale della lezione. Non è fonte del diritto: valore formativo e di riflessione organizzativa. La nota metodologica dichiara che non esiste un testo integrale ufficiale, segnala con (slide) i contenuti non ripresi nel parlato e avverte di una discordanza: nel parlato si sente «DM 66 del 2024», mentre slide e bibliografia indicano il DM 66/2023. Conversione «gia markdown».

Punti chiave

  • Tre obiettivi dichiarati: costruire l’identità di scuola superando la frammentazione del «progettificio»; il management della scuola come organizzazione complessa che tiene insieme micro, meso e macro; esplicitare le ricadute della funzione delle figure di sistema.
  • Macchina non banale (von Foerster, ripreso attraverso De Toni): la scuola genera output diversi dallo stesso input, dipende dalla propria storia, è imprevedibile; nessuna soluzione «calata dall’alto» può valere per tutte le scuole.
  • Organizzazione a legami deboli (loose coupling, Weick): la scuola non è verticistica né fortemente gerarchizzata; la collegialità delle decisioni e la moltiplicazione delle figure (tutor dell’orientamento, funzioni strumentali, referenti di plesso, animatore digitale, tutor dei neoassunti) sono fattori di complessità.
  • Scuola come intellettuale sociale ed estroflessa: l’immagine centrale della lezione contrappone la scuola «curvata verso l’esterno, aperta al mondo» a quella «introflessa, curvata su se stessa»; la formula di sintesi delle slide è «+ estroflessa – introflessa».
  • Fondamento costituzionale e UNESCO: il compito trasformativo è ancorato all’art. 3, comma 2 della Costituzione e al rapporto UNESCO 2021 Reimagining our Futures Together, con l’idea di un nuovo contratto sociale per l’educazione e dell’istruzione come bene comune.
  • Esperienza dell’ISI Pertini di Lucca: corsi per genitori sulle competenze digitali, corsi pomeridiani e attività estive per studenti e famiglie in difficoltà, una funzione strumentale dedicata al benessere, formazione al centro dell’innovazione (polo PNSD, PNRR e polo regionale Avanguardie educative).
  • Management della complessità: passaggio dal vecchio schema analisi-pianificazione-implementazione al nuovo schema azione-apprendimento-adattamento (try and learn), con l’approccio narrativo di De Toni: «il complesso è comprensibile solo se narrato».
  • Comunità di pratiche e DM 66/2023: la dispensa cita dalle slide il passaggio del decreto sulle comunità di pratiche animate da formatori tutor interni ed eventualmente da esperti esterni, e propone otto passaggi per strutturarle (visione condivisa; regole di funzionamento; gruppo di lavoro di formatori tutor dopo rilevazione dei bisogni; sessioni di formazione e ricerca-azione; piattaforma digitale di istituto; feedback regolari; diffusione delle buone pratiche; sostenibilità oltre il finanziamento).
  • Otto nodi finali: dialogo micro-macro, comunità di pratiche come cultura organizzativa, apprendimento continuo di tutti, dimensione trasformativa, identità di medio-lungo periodo, narrazione quotidiana, management della macchina non banale, azione-apprendimento-adattamento.

Norme richiamate

  • Costituzione, art. 3, comma 2 — costituzione.
  • DM 66/2023, Formazione del personale scolastico per la transizione digitale, con le relative istruzioni operative del 7 dicembre 2023 (nota prot. 141549) citate in bibliografia — dm-66-2023-formazione-digitale. Il parlato dice «DM 66 del 2024»: la dispensa segnala l’errore e tiene la data delle slide.
  • DM 254 del 16 novembre 2012, Indicazioni nazionali per il primo ciclo, e il documento Cultura, scuola, persona (2007), citati in bibliografia — dm-254-2012-indicazioni-nazionali.
  • UNESCO (2021), Reimagining our Futures Together: documento internazionale di indirizzo, non vincolante.

Entità e concetti

indire, collegio-docenti, autonomia-scolastica, ptof, curricolo, dirigenza-scolastica, digitalizzazione-scuola, pnrr-missione-4. Senza pagina propria: «figure di sistema», «middle management», «comunità di pratica», «organizzazione che apprende», «macchina non banale», «scuola estroflessa», «progettificio», PNSD, Avanguardie educative.

Citazioni testuali rilevanti

«La scuola non può che essere pensata e realizzata come estroflessa, curvata verso l’esterno, aperta al mondo e alla comunità in cui è inserita, e non, al contrario, come troppo spesso accade ancora oggi, introflessa, curvata su se stessa, autocentrata, chiusa nei propri riti e nei propri miti, chiusa in un’inutile torre d’avorio lontana dalla realtà.» (Aluisi Tosolini)

«Governare la scuola, insomma, chiede alla scuola stessa di mettersi strutturalmente in postura di apprendimento. La scuola deve imparare ad apprendere.» (Aluisi Tosolini)

Uso per il dirigente scolastico

È la lezione più vicina al mestiere: serve per impostare l’atto di indirizzo e la parte identitaria del PTOF, per dare struttura stabile alle comunità di pratiche invece di legarle a un singolo finanziamento e per motivare la scelta di un modello organizzativo non gerarchico. Gli otto passaggi sulla comunità di pratiche sono una check-list operativa, non un obbligo: l’unico vincolo richiamato è quello del DM 66/2023 per le scuole che ne usano i fondi. Il resto è riflessione pedagogica e manageriale.

Domande aperte

  • La discordanza sulla data del DM 66 (2023 nelle slide, 2024 nel parlato) è segnalata ma mostra quanto i riferimenti normativi del corso vadano riscontrati.
  • La citazione del DM 66/2023 è tratta dalle slide, non dal testo del decreto: va verificata sull’atto.
  • Non è chiarito come le pratiche proposte (gestione flessibile del tempo, co-progettazione, gruppi di lavoro) si conciliino con i vincoli contrattuali e con le competenze degli organi collegiali.