Sommario
Articolo scientifico di Maria Elisabetta Cigognini e Laura Parigi (INDIRE), pubblicato in QWERTY – Interdisciplinary Journal of Technology, Culture and Education, 19(1), 2024, pp. 72-93, DOI 10.30557/QW000081. Presenta i risultati di un’indagine CAWI condotta nel marzo-aprile 2023 sulle scuole delle reti INDIRE Avanguardie educative e Piccole scuole che avevano attivato formazione sulla valutazione degli apprendimenti nel triennio 2020-23. Conclude che la formazione in modalità mista e rivolta a tutto il corpo docente è il principale fattore abilitante del cambiamento delle pratiche valutative.
Natura del documento
Articolo scientifico sottoposto a rivista, convertito da PDF (conversione: pdftotext): non è fonte del diritto, valore scientifico e conoscitivo. È la fonte primaria dei dati citati nella videolezione 8.2. La conversione ha conservato il testo ma non le figure: le cinque figure dell’articolo (distribuzioni percentuali prima/dopo la formazione) sono assenti e restano solo titoli e note; sono rimasti nel testo gli apparati editoriali della rivista (comitato scientifico, indice) e le intestazioni di pagina. Il campione è dichiarato dagli autori stessi non statisticamente rappresentativo.
Punti chiave
- Disegno: questionario semi-strutturato LimeSurvey di circa 30 domande, somministrato nel marzo-aprile 2023 a dirigenti scolastici e referenti per la valutazione delle reti Avanguardie educative e Piccole scuole (bacino di circa 1.500 istituti); 1.320 destinatari raggiunti, 796 istituti rispondenti (60%), 389 compilazioni complete. Rispondenti: dirigenti scolastici 60%, funzioni strumentali per la valutazione 13,5%, DSGA 14%, docenti del team valutazione 12%; istituti del I ciclo 77%. Analisi con SPSS e test del Chi quadro di Pearson.
- Origine della ricerca: le ricadute delle iniziative formative dopo due eventi che hanno inciso sulle pratiche valutative, la didattica a distanza in pandemia e «l’abolizione del voto numerico nella valutazione periodica e finale per la scuola primaria (ord. 172/2020)».
- Quadro normativo richiamato dagli autori: il D.P.R. 275/1999 per il perseguimento del successo formativo di tutti gli studenti; il D.Lgs. 62/2017 (in nota, con link alla Gazzetta Ufficiale) per la valutazione periodica e finale; la legge n. 517/77 come precedente storico dei giudizi descrittivi in sede di valutazione sommativa; l’ordinanza 172/2020 e le relative Linee guida MIUR sui giudizi descrittivi nella primaria; le Indicazioni nazionali per il curricolo del 2012.
- Quantità di formazione: il 77,5% degli istituti ha svolto almeno una formazione sulla valutazione; il 72% più di una; il 66% tre o più corsi. Promotori: singoli istituti 67%, reti fra istituti 39%, USR 20%.
- Ampiezza: oltre la metà delle scuole ha formato più della metà dei propri docenti; oltre un terzo ha superato il 76% dei docenti coinvolti. Durata prevalente superiore alle 10 ore, correlata all’ordine di scuola (p = 0.000).
- Cambiamenti negli strumenti: decrescono le prove a stimolo e risposta chiusa e le interrogazioni (quasi dimezzate); crescono osservazione, rubriche e gli strumenti di autovalutazione e valutazione fra pari (+23%).
- Cambiamenti nelle modalità di espressione: calo dei voti numerici in itinere e del ricorso alla media matematica (-23%), crescita di giudizi descrittivi e feedback in itinere (+36%), calo di giudizio sintetico e medie (-43%), senza differenze statisticamente significative fra i due cicli.
- Condizioni di efficacia: nelle scuole con più di un’azione formativa l’uso dei voti numerici scende dal 34% all’8% (p = 0.015) e i giudizi descrittivi salgono al 78% dei casi (p = 0.050); l’uso dei voti decresce al crescere della percentuale di docenti formati (dal 43% al 28%, p = 0.046); se il formatore è docente o ricercatore universitario, correlazione positiva con la riduzione dei voti (27%, p = 0.031) e con l’incremento dei feedback descrittivi (67%, p = 0.050).
- Modalità: la formazione interamente in presenza è adottata solo nel 12% dei casi; la modalità blended o a distanza è indicata come il principale fattore abilitante del cambiamento professionale.
- Limiti dichiarati: campione non statisticamente rappresentativo e punto di vista dei soli dirigenti o «testimoni privilegiati»; occorrerebbe una triangolazione con docenti e studenti.
- Una nota degli autori anticipa il quadro normativo successivo: l’arco considerato va «dall’ordinanza n. 172/2020 fino alla prossima reintroduzione dei giudizi sintetici dall’a.s. 2024-25».
Norme richiamate
Con pagina nel wiki: dpr-275-1999 (successo formativo) · dlgs-62-2017 (valutazione periodica e finale, citato in nota) · legge-517-1977 (giudizi descrittivi in sede di valutazione sommativa) · Indicazioni nazionali per il curricolo 2012, citate come documento MIUR, p. 18: dm-254-2012-indicazioni-nazionali è il decreto che le adotta.
Citate senza pagina nel wiki: O.M. n. 172/2020 e le relative Linee guida. La formulazione dei giudizi descrittivi nella valutazione periodica e finale della scuola primaria (MIUR, 2020).
Entità e concetti
indire · mim · usr · dsga · valutazione-apprendimenti · curricolo · formazione-continua-incentivata
Senza pagina propria: assessment for learning; feedback descrittivo; valutazione tra pari; valutazione sostenibile; DigComp 2.2; indagine CAWI; reti Avanguardie educative e Piccole scuole; TALIS; referente/funzione strumentale per la valutazione.
Citazioni testuali rilevanti
«In questi documenti si sancisce infatti che le scuole di ogni ordine e grado operano per perseguire il successo formativo di tutti gli studenti (D.P.R. 275/1999), dando rilievo alla funzione formativa della valutazione, con chiari riferimenti al sostegno dei processi di apprendimento e all’autovalutazione»
«nelle scuole dove si è condotta più di un’azione formativa si registra un decremento maggiore dell’uso dei voti numerici (dal 34% al 8% con p = 0.015) e un maggiore incremento dei giudizi descrittivi (con il 78% dei casi; p = 0.050)»
«tali esiti non sono al momento generalizzabili, in primo luogo perché riferiti a un campione non statisticamente rappresentativo di scuole e, secondariamente, perché le risposte analizzate riferiscono il punto di vista dei dirigenti scolastici o di altri “testimoni privilegiati”»
Uso per il dirigente scolastico
È il materiale del modulo che parla più direttamente al dirigente: misura quali caratteristiche della formazione d’istituto producono un cambiamento effettivo delle pratiche valutative (più edizioni, coinvolgimento ampio del corpo docente, modalità blended, accompagnamento), e lo fa proprio sulla percezione dei dirigenti. Utile come base per impostare il piano di formazione e per argomentare in Collegio una revisione dei criteri di valutazione. È una ricerca, non una fonte normativa, e gli autori ne dichiarano i limiti di generalizzabilità: i dati non possono essere presentati come dato nazionale.
Domande aperte
- Le cinque figure con le distribuzioni percentuali sono andate perdute nella conversione da PDF: restano titoli e note, quindi alcune percentuali citate nel testo non sono verificabili nel dettaglio.
- Il numero di scuole dell’indagine citato nella videolezione («400 scuole») non coincide con i numeri dell’articolo (796 rispondenti, 389 compilazioni complete, basi dati di 329-337 istituti nelle figure).
- L’articolo è del 2024 e si ferma alla «prossima reintroduzione dei giudizi sintetici dall’a.s. 2024-25»: i suoi dati fotografano una fase normativa chiusa e vanno letti alla luce delle modifiche successive alla valutazione.
- Il testo converte con rumore gli apparati editoriali della rivista, che restano mescolati all’articolo.