Sommario
Capitolo di Stefania Chipa e Lorenza Orlandini (INDIRE) nel volume La scuola di prossimità (Scholé – Morcelliana, 2022), nato dal progetto di ricerca STeP (fondi FISR 2020, MUR). Studia la trasposizione didattica nella scuola aperta al territorio: come cambiano spazi, metodologie e ruoli quando l’ambiente di apprendimento si estende dall’aula agli spazi di connessione e al territorio. Il caso osservato è l’Istituto Omnicomprensivo di Bobbio, con le esperienze «Ago, filo e fantasia» e «La scuola nel bosco».
Natura del documento
Capitolo di volume scientifico, materiale di approfondimento del corso: non è fonte del diritto; valore scientifico e orientativo. Conversione dichiarata: pdftotext. Il testo conserva i dieci paragrafi, le tabelle delle configurazioni spaziali e la bibliografia; le figure e i format degli strumenti di ricerca sono leggibili solo in parte.
Punti chiave
- Inquadra la scuola come «collante sociale» per territori con povertà educativa, richiamando Dewey, Danilo Dolci a Trappeto, la Scuola di Barbiana e il sistema formativo integrato di Frabboni e De Bartolomeis.
- Richiama le Indicazioni nazionali per il curricolo (MIUR, 2012) per sostenere che «l’elaborazione e la realizzazione del curricolo costituiscono (…) un processo dinamico e aperto».
- Adotta la visione olistica di Barrett et al. e OECD (2013): lo spazio dell’aula (micro), la scuola (meso) e gli spazi e le relazioni con la comunità (macro) interagiscono; lo spazio è «terzo educatore» (Edwards, Gandini, Forman) e affordance (Gibson).
- Classifica le configurazioni spaziali osservate: aula plus (estensione dell’aula tradizionale con spazio aggiuntivo, anche un corridoio attrezzato o due aule unite) e paesaggio didattico (scioglimento delle aule convenzionali a favore di grandi aree aperte).
- Usa come strumenti di indagine la Learning Story, i focus group e una scala di partecipazione.
- Nei risultati documenta il cambiamento nell’atteggiamento degli studenti (proattività, motivazione) e l’arricchimento dell’offerta formativa.
- Collega l’arricchimento dell’offerta formativa alla quota del curricolo obbligatorio rimessa alle scuole dall’art. 8 del D.P.R. 275/1999 e ai patti educativi di comunità come strumento per costruire un curricolo locale e territoriale.
- Nelle conclusioni descrive il Patto educativo di comunità dell’IO Bobbio con l’ente locale: mappatura annuale del potenziale territoriale in termini di spazi e professionalità esterne, con cambiamento di postura di entrambi i soggetti.
Norme richiamate
- D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, art. 8 — «assegna alle scuole la possibilità di determinare una quota del curricolo obbligatorio per valorizzare il pluralismo culturale e territoriale»: dpr-275-1999.
- Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (MIUR, 2012), citate con il testo e il numero di pagina: nel wiki dm-254-2012-indicazioni-nazionali è il decreto che le adotta; il capitolo cita il documento, non il decreto.
- Legge 104/1992 — citata nella descrizione di una classe osservata («un certificato con la legge 104/1992»): legge-104-1992.
- Legge 170 — citata nella stessa descrizione, in forma anomala («due studenti stranieri (Legge 170)»): legge-170-2010. Il riferimento, così come scritto, non è coerente con l’oggetto della legge (DSA) e va trattato come refuso della fonte.
- Piano scuola 2020-21 e patti educativi di comunità (MI, 2020), citati senza estremi: nessuna pagina nel wiki.
- Legge 22 aprile 1941, n. 633, art. 68, commi 4 e 5 e Decreto Direttoriale MUR n. 562 del 5 maggio 2020, elementi redazionali del volume: nessuna pagina nel wiki.
Entità e concetti
indire · mim · ente-locale-proprietario · curricolo · ptof · autonomia-scolastica · inclusione-scolastica
Senza pagina propria nel wiki: scuola di prossimità, aula plus, paesaggio didattico, terzi spazi culturali, Learning Story, patti educativi di comunità, curricolo locale e territoriale, sistema formativo integrato.
Citazioni testuali rilevanti
«L’art. 8 del D.P.R. 275/1999 assegna alle scuole la possibilità di determinare una quota del curricolo obbligatorio per valorizzare il pluralismo culturale e territoriale, rispondere in modo adeguato alle diverse esigenze formative degli alunni […]»
«L’educazione è un fatto di interazioni complesse, molte delle quali si verificano solo se anche l’ambiente vi partecipa» (Loris Malaguzzi, in esergo)
Uso per il dirigente scolastico
È il materiale del modulo che collega esplicitamente l’apertura al territorio alla leva giuridica dell’autonomia: la quota del curricolo rimessa alla scuola dall’art. 8 del dpr-275-1999. Va però ricordato che quella quota si determina con delibera del collegio nel PTOF e non per iniziativa del dirigente, e che il capitolo descrive una pratica di ricerca, non una procedura. Per il concorso è un esempio utilizzabile su curricolo locale e patti di comunità.
Domande aperte
- Il riferimento alla «Legge 170» per studenti stranieri è incongruo e resta tale nella fonte.
- Il capitolo non richiama la disciplina dei patti educativi di comunità con estremi: l’atto ministeriale va reperito a parte.
- Le configurazioni spaziali descritte (aula plus, paesaggio didattico) non sono messe in relazione con le norme su edilizia scolastica, sicurezza e vigilanza.
- La conversione da PDF rende parzialmente leggibili le tabelle delle configurazioni e il format della Learning Story.