Sommario

Dispensa di studio che rielabora la videolezione 7.1 del corso INDIRE FOVI (figure di sistema, prima annualità 2025-26), modulo 7 «Scuola estesa, curricolo e flessibilità oraria». Intervengono quattro ricercatrici INDIRE — Giuseppina Rita Jose Mangione, Stefania Chipa, Francesca De Santis, Giuseppina Cannella. Il documento colloca la «scuola estesa» fra i futuri possibili della scuola e la concettualizza su tre continuum (spazialità, pluralità, continuità educativa), illustrandola con due esperienze di ricerca INDIRE: la scuola diffusa di Reggio Emilia e il modello Classi in Rete.

Natura del documento

Rielaborazione testuale di una videolezione (dispensa di studio) prodotta nell’ambito di un corso di formazione in servizio: non è fonte del diritto, non ha valore interpretativo né prescrittivo. Valore formativo e orientativo; il contenuto è pedagogico-organizzativo, non giuridico. Conversione dichiarata nel frontmatter del file in raw/: gia markdown. La dispensa dichiara la propria nota metodologica: è costruita su tre fonti (trascrizione automatica Whisper di circa 44 minuti, testo estratto dalle slide, pagina «Bibliografia e Sitografia»); non esisteva un testo integrale ufficiale della videolezione; i contenuti presenti solo nelle slide sono marcati (slide) e l’attribuzione delle parti ai singoli relatori è dichiarata come ricostruita e presumibile.

Punti chiave

  • Cornice dei «futuri»: classificazione dei futuri in possibili, plausibili, probabili e preferibili (Amara, 1981; Poli, 2017; Miller, 2018), rappresentati come cono dei futuri (Hancock e Bezold, 1994); i primi tre sono analitici, il quarto è normativo. La scuola estesa è collocata fra i futuri possibili.
  • Re-schooling: rispetto agli scenari OCSE (2020) la scuola estesa è un’azione di «riscoperta della scuola»: la scuola formale continua ma la scolarizzazione cambia, estendendo il contesto di apprendimento a spazi, collaborazioni e tempi non convenzionali.
  • Quattro alleanze territoriali osservate nelle piccole scuole durante la pandemia: remoteness (diritto allo studio tramite tecnologie), community (scuola al servizio della comunità), openess (scuola aperta ai terzi spazi), sustainibility (territorio come curricolo locale).
  • Tre continuum di concettualizzazione: spazialità educativa (prossimità / distanza), pluralità educativa (parallelismo frammentaristico / coordinamento finalizzato, con i concetti di sistema formativo allargato e società educante), continuità educativa (verticale / orizzontale, con il policentrismo formativo).
  • Spazi fisici: spazi all’aperto (Learning Outside the Classroom, Beames et al., 2011) e terzi spazi culturali (Celorrio, 2020); lo spazio come affordance; visione olistica micro-meso-macro (Barrett et al., 2013; OECD, 2013).
  • Scuola diffusa di Reggio Emilia: modello attivato dal Comune nell’a.s. 2020/21 e oggetto di protocollo d’intesa con INDIRE; 11 istituti comprensivi, 19 nuovi spazi, 49 classi su 427, circa 1150 alunni; studio di caso dell’IC «Manzoni» nei Musei Civici con la configurazione di aula plus (Seydel, 2018).
  • Competenza spaziale: «la capacità del docente di configurare e riconfigurare attivamente lo spazio» (Carro e Tosi, 2022), articolata in consapevolezza, conoscenza e manipolazione; INDIRE ne ha prodotto una rubrica su tre indicatori e tre livelli.
  • Spazi digitali: ambiente onlife del Piano Scuola 4.0 (2022); modello dell’ambiente di apprendimento allargato (Cannella e Iommi, 2019); Classi in Rete, nato dalla collaborazione pluriennale fra INDIRE e il Ministero dell’Istruzione del Québec (École en réseau), con le quattro fasi gemellaggio – pianificazione pedagogica – progettazione didattica condivisa – implementazione e repertorio.
  • Interprofessionalità (cross-sector collaboration): approccio funzionale (Cheminais, 2009), contestuale (Edwards, 2009) e collaborativo-istituzionale (OCSE, 2022); distinzione fra collaborazione integrata, congiunta e in partnership; «muri invisibili» (Gately e Gately, 2001) e fasi di gruppo di Tuckman (1965) applicate ai tre IC osservati a Reggio Emilia.
  • Ruolo delle figure di sistema: promuovere la Futures Literacy (Miller, 2018; competenze dell’educatore secondo Hicks, 2006) usando scenari futuri nelle riunioni strategiche, riflessione sulle conseguenze di lungo periodo, analisi periodica delle pratiche.

Norme richiamate

Nessuna norma di legge è citata nel testo. I soli atti ministeriali richiamati sono documenti di indirizzo e di programmazione:

  • Piano Scuola 4.0 (Ministero dell’Istruzione, 2022), citato per il concetto di ambiente onlife — nel wiki dm-161-2022-piano-scuola-40 è il decreto che adotta il Piano; la dispensa cita il documento, non il decreto.
  • Linee guida «Scuola Futura» (Ministero dell’Istruzione, 2022, pnrr.istruzione.it), citate per la didattica all’aperto: nessuna pagina nel wiki.

Entità e concetti

indire · mim · ente-locale-proprietario (Comune di Reggio Emilia, protocollo d’intesa) · autonomia-scolastica · curricolo · continuita-educativa · ptof (raccordo della co-progettazione con il PTOF, segnalato fra le sfide) · digitalizzazione-scuola · formazione-continua-incentivata

Concetti introdotti dal documento e privi di pagina propria nel wiki: scuola estesa, re-schooling, piccole scuole, scuola diffusa, aula plus, terzi spazi culturali, competenza spaziale, ambiente di apprendimento allargato, ambiente onlife, Classi in Rete, Knowledge Building Community, interprofessionalità / multi-agency, patti educativi di comunità, sistema formativo allargato, policentrismo formativo, Futures Literacy.

Citazioni testuali rilevanti

«Le idee e gli atteggiamenti che noi abbiamo verso il futuro […] influenzano moltissimo il pensiero educativo, le pratiche e anche le politiche del fare scuola» (G. R. J. Mangione)

«Uno degli aspetti sfidanti del fare didattica in luoghi esterni alla scuola è rappresentato dal grado di confidenza che i docenti possono acquisire nei nuovi ambienti»

«Fare scuola all’aperto, all’esterno, uscendo non solo dalle aule ma da tutti gli ambienti coperti, è una strada ancora troppo poco esplorata dalla scuola italiana. (…) L’ambiente esterno è il luogo di elezione per fare esperienza non solo legata al contesto naturale (…), ma anche come prolungamento degli ambienti interni.» (Ministero Istruzione, Linee guida 2022)

Uso per il dirigente scolastico

Materiale pedagogico e organizzativo, non giuridico: serve a chi dirige come repertorio di modelli per l’apertura della scuola al territorio (patti di comunità, uso di spazi terzi, reti fra plessi) e come lessico condiviso per il lavoro con educatori ed esperti esterni. Per il candidato al concorso è utile come esemplificazione delle forme di flessibilità organizzativa e dell’autonomia di ricerca e sviluppo, ma ogni passaggio operativo (uso di spazi esterni, convenzioni con enti e musei, vigilanza, copertura assicurativa, delibere degli organi collegiali) va ancorato alla norma, che qui non è richiamata.

Domande aperte

  • La dispensa non data la videolezione; i riferimenti temporali («durante la pandemia», «oggi») non sono ancorati a una data.
  • Nessun riferimento normativo accompagna le pratiche descritte: l’uso di spazi esterni alla scuola, la presenza di non-teachers educators in orario curricolare e la co-progettazione con enti esterni hanno implicazioni di responsabilità, vigilanza e contrattualistica che il testo non tratta.
  • Lo scarto sull’avvio della scuola diffusa di Reggio Emilia (parlato: 2021; slide: a.s. 2020/21) è segnalato dalla dispensa stessa e resta irrisolto.
  • I tre video di approfondimento richiamati nelle slide (Landini, Nadeau-Tremblay, Paterlini) non fanno parte delle fonti esaminate; del solo video Nadeau-Tremblay esiste materiale nel modulo (fovi-7-1-cs-quebec).