Sommario

Rapporto annuale di Labsus sull’amministrazione condivisa, dedicato alla scuola: Le scuole: da beni pubblici a beni comuni. Rapporto 2022 (ISBN 979-12-210-3123-2), distribuito fra i materiali della lezione 6.1 con il nome «Rapporto Patti 2023». Si articola in una ricerca quali-quantitativa sui patti di collaborazione che coinvolgono le scuole, in un abaco di dodici esperienze territoriali e in una sezione INDIRE (§ 3.1 e 3.2) sull’Osservatorio nazionale sui patti educativi di comunità e sull’analisi del contenuto dei patti. Fra gli autori, Gregorio Arena e Pasquale Bonasora per Labsus, Mangione, Chipa, Cannella, Bartolini e Zanoccoli per INDIRE.

Natura del documento

Rapporto di ricerca di un’associazione (Labsus, Laboratorio per la sussidiarietà) con contributi di un ente pubblico di ricerca (INDIRE): non è fonte del diritto; valore conoscitivo, orientativo ed esemplificativo. Contiene tesi dottrinali — in particolare quella di Arena sulla scuola come bene comune e sull’autonomia funzionale come titolo per applicare direttamente l’art. 118, c. 4, Cost. — che sono posizioni scientifiche, non interpretazioni autentiche. Conversione dichiarata nel frontmatter: pdftotext; il testo è impaginato su più colonne e quindi parzialmente intrecciato: titoli correnti, didascalie e note si inseriscono nel corpo del testo, e le tabelle regionali si leggono come elenchi.

Punti chiave

  • Tesi di Arena: la scuola è un bene comune immateriale e all’istruzione dovrebbe valere ciò che la Costituzione dispone per la salute all’art. 32; la scuola, in quanto «istituzione scolastica, espressione di autonomia funzionale», può applicare direttamente «il principio costituzionale di sussidiarietà (art. 118, ultimo comma) approvando e poi applicando i Regolamenti per l’amministrazione condivisa dei beni comuni», allo stesso modo in cui lo fanno i comuni con la loro autonomia territoriale.
  • Disegno della ricerca Labsus: il Rapporto 2021 aveva classificato 1001 patti; il cluster «tema scuola» contava circa 160 patti, ridotti dopo verifiche desk; il campione finale è costituito dai questionari compilati su 50 patti di collaborazione da parte di 77 rispondenti.
  • Il rapporto distingue sistematicamente patto di collaborazione (strumento dell’amministrazione condivisa, fondato sull’art. 118, ultimo comma, e sul regolamento comunale) e patto educativo di comunità (strumento introdotto dal Piano scuola 2020-2021).
  • Sezione INDIRE § 3.1: l’Osservatorio nazionale sui patti educativi di comunità nasce dall’intesa INDIRE-Labsus del settembre 2021; ne sono elencati gli obiettivi (raccolta dei patti con attenzione alle piccole scuole, geografia aggiornabile di attori ed esperienze, individuazione dei tratti caratterizzanti, elementi guida e formazione, valorizzazione delle buone pratiche).
  • Sezione INDIRE § 3.2: analisi del contenuto dei patti e interviste ai direttori degli USR di Campania, Liguria e Sicilia; nelle considerazioni di sintesi, dei 52 patti educativi di comunità analizzati 10 risultano «a bassa complessità» e 27 «a media complessità», con i restanti a elevata complessità descritti come quelli in cui emerge un solido rapporto scuola-territorio e coerenza fra visione educativa e azioni.
  • Dalle interviste ai direttori USR emerge il nodo amministrativo: «un’istituzione scolastica autonoma, che vuole esercitare una vera autonomia e anche gestire delle reti, ha bisogno di un forte supporto amministrativo», pena la riduzione del dirigente alla sola gestione.
  • Contributo Cantisani (Mo.VI): nelle scuole aperte partecipate, «il “Progetto partecipato” inserito nel Ptof assume la funzione del “Regolamento per l’amministrazione condivisa” approvato dall’ente locale e la Convenzione paritaria la funzione del Patto di collaborazione»; interlocutori privilegiati i genitori e gli studenti «già individuati dalle leggi della scuola con il DPR 567/96».
  • Richiami alla co-progettazione del Terzo settore: «lo spirito della sussidiarietà, dell’art.118 quarto comma della Costituzione e della co-progettazione di cui all’art.5 della riforma del terzo settore»; altrove si parla di «pratiche attuazioni dell’art. 55».
  • Esperienze territoriali documentate: Trento, Milano, Genova, Lucca (learning city), Giffoni Valle Piana, Bobbio, Roma (tre casi, fra cui le comunità energetiche rinnovabili e solidali), Puglia, Sicilia, e il progetto «La città va a scuola» sulle piazze scolastiche.

Norme richiamate

Con pagina nel wiki: costituzione — art. 34 («la scuola è aperta a tutti», incipit del contributo di Bonasora), art. 118, quarto/ultimo comma (ripetutamente), art. 32 (citato testualmente da Arena), artt. 2 e 3 (richiamati nel contributo sulle scuole aperte); dpr-567-1996 — citato come «DPR 567/96» per i genitori e gli studenti come interlocutori; legge-107-2015 — citata nel testo di un patto pugliese come «Legge 107/2015, art. 1 comma 7», lettere l) e m).

Citati nel testo ma senza pagina nel wiki: art. 5 e artt. 55-56 del Codice del Terzo settore (richiamati come «riforma del terzo settore» e «art. 55», senza gli estremi del D.Lgs. 117/2017); Regolamenti comunali per l’amministrazione condivisa dei beni comuni; Piano scuola 2020-2021. Il rapporto non cita la sentenza della Corte costituzionale n. 131/2020.

Entità e concetti

usr (interviste ai direttori di Campania, Liguria e Sicilia) · consiglio-istituto · ente-locale-proprietario · autonomia-scolastica · ptof · accordi-di-rete

Senza pagina propria nel wiki: Labsus, INDIRE, Osservatorio nazionale INDIRE-Labsus, Mo.VI, Terzo settore ed enti del Terzo settore; amministrazione condivisa, patto di collaborazione, patto educativo di comunità, sussidiarietà orizzontale, bene comune, autonomia funzionale, co-programmazione e co-progettazione, comunità educante, convenzione paritaria.

Citazioni testuali rilevanti

«Si tratta in entrambi i casi di istituzioni dotate di autonomia: territoriale quella dei comuni, funzionale quella delle scuole. Ed è appunto grazie a tale autonomia che sia i comuni, sia le scuole possono applicare direttamente il principio costituzionale di sussidiarietà (art. 118, ultimo comma) approvando e poi applicando i Regolamenti per l’amministrazione condivisa dei beni comuni.»

«Questo è lo spirito della sussidiarietà, dell’art.118 quarto comma della Costituzione e della co-progettazione di cui all’art.5 della riforma del terzo settore.»

«a scuola è aperta a tutti. È l’incipit dell’articolo 34 della nostra Costituzione» (così nel testo estratto, con il capolettera «L» separato)

Uso per il dirigente scolastico

È il documento del modulo che espone con maggiore ampiezza la tesi giuridica sottostante ai patti di collaborazione nelle scuole: autonomia funzionale come titolo per applicare l’art. 118, c. 4, Cost. e per adottare in proprio un regolamento sui beni comuni. Va usato sapendo che si tratta di dottrina e prassi documentata, non di norma: prima di adottare un regolamento d’istituto sull’amministrazione condivisa occorre verificare competenza dell’organo, rapporto con il regolamento d’istituto esistente (regolamento-istituto) e con la disciplina dell’uso dei locali scolastici, che fa capo all’ente locale proprietario. Le interviste agli USR segnalano il rischio concreto: senza supporto amministrativo la gestione delle reti e dei patti ricade per intero sul dirigente.

Contraddizioni o tensioni

  • Il rapporto afferma che la scuola può approvare direttamente un regolamento per l’amministrazione condivisa; nel wiki non esiste una norma che lo preveda espressamente, e la fonte non la indica. La tesi poggia sull’equiparazione fra autonomia funzionale e autonomia territoriale, che è una costruzione dottrinale.
  • Il contributo sulle scuole aperte propone un’equivalenza funzionale fra «progetto partecipato nel PTOF» e regolamento, e fra «convenzione paritaria» e patto di collaborazione: è un’analogia operativa, non una qualificazione giuridica degli atti.

Domande aperte

  • Gli articoli 5 e 55 richiamati sono attribuiti alla «riforma del terzo settore» senza estremi: il D.Lgs. 117/2017 non ha pagina nel wiki e il rapporto non lo cita per esteso.
  • Le percentuali di complessità dei patti usate nelle slide (19,2% / 51,9% / 28,9%) non compaiono in questa forma nel rapporto, che ragiona in valori assoluti su 52 patti: il raccordo fra i due dati non è esplicitato.
  • La conversione da PDF multicolonna rende alcune tabelle (distribuzione regionale delle scuole censite) leggibili solo parzialmente.